L’Imperatore dei guai

nostro inviato

ad Appiano Gentile

Sorry, non ci sono i soliti titoli sullo Special One, è Pasqua, c’è in giro molta tristezza, il campionato offre spunti dal quarto posto in giù, e Josè ieri ha avuto una parola di conforto per tutti. Adriano, la Juventus, Mancio, i giovani, il Palermo, Ibra, Manchester-Porto, ma soprattutto il lutto nazionale che ci sta colpendo: «Sono momenti nei quali si è tutti assieme e si va d’accordo, senza rivalità e senza sentimenti negativi tra noi», un bel pensiero e una confessione: «Non mi va di perpetuare il dolore, preferisco andare oltre senza dimenticare», ha aggiunto quando gli hanno chiesto sull’eventualità di fermare il campionato. Mica male.
Bastano poche righe per spiegare Mourinho versione 31ª giornata, nove sulla seconda, maggior numero di vittorie (22), minor numero di sconfitte (2), maggior numero di reti (55), minor numero di gol subiti (11), zero rigori contro. Ma prima Adriano: «Se si perde il calciatore ma l’uomo è felice, è perfetto». Altro non ha aggiunto perché col giocatore non ha parlato, ma fin dalle prime notizie si era fatto un’idea e aveva chiesto rispetto. Ha aggiunto solo che chi ha un rapporto positivo con Adriano, avrà la possibilità di capire la situazione e le sue parole. Gilmar Rinaldi, procuratore del brasiliano, è atteso in via Durini, l’Inter avrebbe preferito incontrare il titolare. Intanto, Kleber Leite, vice presidente del Flamengo, incrocia le dita: «Pronti ad aiutarlo in tutto, e porte aperte per lui...».
Ma Josè ha parlato nuovamente di pensiero collettivo e controllo delle emozioni: «Una settimana fa tutti credevano che la Juventus si sarebbe avvicinata, ora che il distacco è destinato ad aumentare. Non mi fido, nessuno dice che il vantaggio potrebbe passare da nove a sei. A noi mancano ancora 15 punti, è chiaro che se la Juventus non dovesse vincerle tutte ce ne serviranno meno, ma non è possibile fare questi calcoli, quindi col Palermo schiero la formazione migliore». Un pensiero collettivo. L’Inter ha organizzato un pacchetto per le ultime quattro partite interne, Palermo, Lazio, Siena e Atalanta, si possono acquistare in anticipo i tagliandi, fanno dodici punti: «Quando ho parlato dell’appoggio che potremmo avere a San Siro da parte dei nostri tifosi, l’ho fatto perché so che conquistando 12 punti in casa, potremo vincere il campionato nel nostro stadio». Tre diffidati, Julio Cesar, Zanetti e Ibrahimovic, ma sarà assente solo il brasiliano, ieri ancora sottoposto a seduta individuale per recuperare dall’infiammazione all’adduttore, certo per Torino. Il capitano e Ibra in campo, senza calcoli.
Anche Maicon ha lavorato a parte, Josè ha ottimisticamente anticipato il suo rientro e quando ha spiegato la scelta di Cordoba e Chivu per la trasferta di Udine è stato limpido: «Loro erano rimasti qui a lavorare per due settimane, Samuel era in America. Li confermo contro il Palermo». Ma è già partito il progetto sul futuro sempre più legato al vivaio: «La prossima stagione aggregheremo altri due Primavera alla prima squadra. E anche Vid Belec come quarto portiere». Lo spunto è arrivato commentando a ruota libera la partecipazione di Roberto Mancini al Chiambretti night: «Mi piace Roberto - ha detto Josè -, non ha mai esagerato, ha parlato poco, è stato senza allenare per 8 o 9 mesi e per lui non è stata una stagione felice, è successo anche a me. Le sue battute? Una conseguenza delle mie allo stesso show, con lui non ho alcun problema e con Moratti non ho avuto una riunione da cento milioni di euro, qui c’è una rosa ben consolidata e non c’è bisogno di spendere certe cifre».
Insomma un buon pastore senza aureola e senza ali, anche quando gli hanno ricordato la lezione del Porto che ha ammutolito Old Trafford: «È un club con una grande tradizione in Champions e onestamente Giggs e Scholes non mi sono sembrati al top della forma. Resta una qualificazione aperta».
Il Palermo ha chiuso la funzione.
Nessuna ipocrisia sulla forza dell’avversario e i 27 punti di differenza in classifica: «Ballardini gioca sulle caratteristiche dei suoi uomini anche quando affronta squadre come la nostra. Hanno l’obiettivo della Uefa, non vedo una gara dove avremo il pallone perennemente fra i piedi e loro lì a sudare e aspettare».
Poi, come accadde anche a gente più importante di lui ingiustamente accusata, ha risposto alla vicenda del famoso schiaffo mai dato al tifoso del Manchester: «La smentita porterà via uno spazio ridicolo, ma non importa». Lui li ha perdonati. Qualcun altro proprio in queste ore fece altrettanto ma non gli credettero. Josè deve ancora fare tanti passi avanti.