L’imperatore Tiberio finisce alla sbarra: deve rispondere di deicidio

Debutta questa sera alla Basilica di Massenzio Processo a Tiberio alla Basilica di Massenzio (ore 21). Dopo quello riservato a Nerone, la rassegna «Imperatori alla sbarra» offre un nuovo processo (fino al 29 luglio). Lo spettacolo è ideato da Corrado Augias e Vladimiro Polchi, per la regia di Giorgio Ferrara. L’imperatore Tiberio, controverso personaggio storico, verrà sottoposto ad un «processo» in piena regola, con capi d’imputazione, presidente di tribunale, corte, accusa, difesa e testimoni. Infine, una giuria popolare composta da 12 persone scelte ogni sera tra il pubblico, avrà il compito di decidere la sorte dell’imputato, emettendo nei suoi confronti verdetto di colpevolezza o di innocenza. Tiberio Claudio Nerone, più noto come Tiberio, fu il secondo imperatore romano appartenente alla dinastia Giulio-Claudia che governò tra il 14 e il 37 d.C. Uno degli imperatori destinato alla leggenda: non tanto per il buongoverno o le conquiste, né per aver conservato a lungo la pace di Augusto ma per le malefatte, i delitti, la depravazione. Capi d’imputazione: corruzione dei costumi per aver coinvolto giovani impuberi nella più sfacciata lussuria, omicidio per essersi disfatto dei suoi avversari col più sanguinario cinismo. E su tutto l’ombra fosca del Calvario di Cristo. Ebbe una parte in quella terribile sentenza? Fu davvero Ponzio Pilato, oscuro procuratore di una lontana provincia, il solo responsabile? I testi dello spettacolo sono tratti da Svetonio, Tacito, Flavio Giuseppe, Tertulliano, Dione Cassio e Michail Bulgakov. Il Presidente del tribunale è interpretato da Marco Spiga, Jean Sorel è nel ruolo dell’accusa, Ugo Pagliai in quello della difesa, Paolo Bonacelli nei panni di Pilato, mentre Viola Graziosi dà vita a Giulia e Ilaria Occhini a Livia. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.