L’impero di Murdoch sotto accusa: il «News of the World» spiava i reali inglesi

Londra L’impero di Rupert Murdoch trema sotto le accuse del Parlamento britannico. Secondo una commissione d’inchiesta, il News of the World, il tabloid domenicale di proprietà di News International, avrebbe condotto intercettazioni illegali e «su scala industriale», infiltrandosi sistematicamente nel cuore dell’establishment britannico, della sua famiglia reale, del suo governo e della sua polizia, a caccia di scandali da prima pagina.
In un rapporto i parlamentari membri della commissione per la Cultura, i media e lo sport puntano il dito contro i dirigenti e i capiredattori del tabloid, accusandoli di aver deliberatamente tenuto celate le attività illegali dei loro giornalisti. Il fatto che News of the World ricorresse a metodi illeciti per raccogliere informazioni era per la prima volta venuto a galla nel 2007, quando il redattore responsabile delle notizie sulla famiglia reale, Clive Goodman, e un investigatore privato di nome Glenn Mulcaire, erano finiti in carcere dopo aver ammesso di aver ottenuto per via illegale i messaggi sms dello staff di Buckingham Palace. Il News of the World allora aveva affermato che si era trattato di un incidente isolato, ma nello scorso luglio il quotidiano Guardian aveva rivelato che molte altre figure pubbliche sarebbero state vittime di intercettazioni da parte del domenicale: secondo il giornale, infatti, il News of the World si era accordato per versare in segreto una somma di un milione di sterline a Gordon Taylor, direttore dell’associazione dei calciatori professionisti Pfa, che intendeva accusare il domenicale di aver intercettato le sue conversazioni.
Dopo aver sentito i dirigenti del News of the World a proposito di questa vicenda, la commissione parlamentare ha dichiarato di avere la «netta impressione» che il domenicale «abbia comprato il silenzio» del direttore del Pfa. Secondo la commissione, inoltre, il caso di Goodman non sarebbe affatto isolato ed è «inconcepibile» che egli fosse l’unica persona all’interno del domenicale ad essere al corrente delle intercettazioni. Nelle loro testimonianze dinanzi ai membri della commissione, i redattori ed i dirigenti del News of the World avrebbero «deliberatamente offuscato» la realtà, presentandosi come vittime di una forma di «amnesia collettiva». La direttrice del domenicale, Rebekah Brooks, si è rifiutata più volte di incontrare i membri della commissione. Il rapporto conclude quindi che il vero numero delle vittime delle intercettazioni forse «non si saprà mai».