L’implacabile Juve avanza a forza sette

Settimo successo in casa (tutte le partite giocate) per i bianconeri che conquistano la vetta. Decide un gol dell’ex Camoranesi

Alessandro Parini

Sette. Come le vittorie consecutive della Juventus in casa. Ovvero: tutte le partite disputate fino a questo momento all'Olimpico. Verona battuto 1-0, vetta della classifica conquistata in coabitazione con il Bologna in attesa del posticipo di domani che vedrà il Napoli impegnato a Cesena, Del Piero recuperato e subito scintillante in un paio di occasioni: per il popolo bianconero un sabato dicembrino di festa, allora. Anche se chi era allo stadio ha provato lo stesso a rovinarsi la festa contestando quasi tutte le decisioni del signor Pierpaoli. Troppo recente, infatti, lo sgarbo delle cinque giornate di squalifica a Nedved per far finta di nulla. E quindi, immaginando complotti, i tifosi bianconeri non hanno digerito tante delle decisioni prese dalla terna arbitrale, compresa quella di non concedere un rigore, ancora sullo 0-0, per una spinta subita in area da Chiellini. Poi però, dopo una decina di minuti della ripresa, l'azione più bella del match ha portato al gol del vantaggio: combinazione (splendida) sulla sinistra della premiata ditta Palladino-Chiellini, cross del primo e testa vincente di Camoranesi. Proprio lui, l'oriundo di Tandil che in questo campionato non aveva ancora segnato e che in Italia ci è arrivato nell'estate 2000 grazie a Pastorello, l'allora patron del Verona: il classico gol dell'ex, insomma, festeggiato per di più sotto la curva zeppa di tifosi veronesi. Come al solito Camoranesi, che avrebbe poi colpito anche la traversa con un altro colpo di testa, era stato fino a quel momento uno degli juventini più produttivi nonostante un certo nervosismo: aveva anche sfiorato il gol nel finale del primo tempo, con una girata al volo di sinistro, tanto per cambiare su un suggerimento del solito Palladino. Quest'ultimo, schierato a sinistra al posto di Nedved (evocato da tutto lo stadio come un eroe, celebrato da uno striscione che recitava: «Nessuna squalifica ti può fermare, tu che difendi la maglia come un grande guerriero: Pavel Nedved cuore bianconero»), ha confermato di avere numeri: buon piede (anche un traversa al suo attivo), buona corsa e sufficiente faccia tosta per provare giocate difficili. Come logica voleva, la Juve ha fatto la partita dal primo minuto, senza imporre ritmi altissimi ma comunque arrivando più volte vicina al gol anche con Bojinov, Zalayeta e naturalmente Del Piero. Quest'ultimo, in campo per la mezzora finale, si è visto annullare un gol per fuorigioco e negare per due volte la gioia della rete da Pegolo. Nel mezzo, il Verona ha provato a farsi vedere dalle parti di Buffon solo con una punizione dal limite di Italiano sulla quale Iunco non ha trovato la deviazione per un soffio. Scampato quel (mezzo) pericolo, la Juve ha poi inserito il pilota automatico arrivando al traguardo senza più patire. E venerdì prossimo, contro il Cesena, oltre a Del Piero potrebbe scendere in campo anche Trezeguet per aiutare la Juve a salire sull'ottovolante e a non guardarsi più indietro.
Nel dopo-partita Camoranesi getta acqua sul fuoco alle voci che nel 2007 lo vorrebbero all’Inter: «Dovrei fare cento chilometri per che cosa?»