L’imprenditore amico degli estremisti di destra

RomaIl nome di Gennaro Mokbel finì sui giornali per una notizia di cronaca, all’apparenza poco significativa, del 22 maggio 1992. Il giorno precedente l’Ucigos della polizia di Stato aveva fermato in un appartamento di Roma Antonio D’Inzillo, estremista di destra ex esponente dei Nar. L’appartamento era di un ragazzo di trentuno anni, Gennaro Mokbel, che fu denunciato.
Di D’Inzillo si persero le tracce l’anno seguente. Ma intanto si era capito molto di più sul suo conto. Killer della Banda della Magliana, è ritenuto il responsabile dell’uccisione di Enrico Renatino de Pedis, il boss che avrebbe gestito il rapimento di Emanuela Orlandi. E per questo è condannato all’ergastolo. La premessa è d’obbligo per inquadrare la strana presenza di Gennaro Mokbel nell’inchiesta sul maxi riciclaggio internazionale su cui sta indagando la procura di Roma. L’operazione «broker» - ultima notazione - è stata illustrata ieri dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, titolare dell'inchiesta sul caso Orlandi.
Mokbel, 49 anni, imprenditore, sarebbe l’«anello di collegamento» tra le società di telecomunicazioni, che secondo la procura fatturavano in modo falso, e le ’ndrine, in particolare la cosca Arena. Ma sarebbe stato anche il regista di un broglio organizzato a Stoccarda con l’appoggio della ndrangheta per far eleggere il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo (suo avvocato secondo quanto scrive il gip) nelle liste estere. Nelle operazioni di occultamento di denaro sporco, gestite in una lussuosa villa di Antibes, Mokbel si sarebbe servito di una esperta inglese e di un consulente russo-americano. Anche la moglie, Giorgia, avrebbe avuto un ruolo centrale.
Secondo gli inquirenti, Mokbel in più riprese avrebbe messo in campo «il tentativo, funzionale agli interessi del sodalizio, di ingerirsi nella vita politica del Paese». Per un certo tempo è stato segretario per il Lazio del Movimento Italia federalista, prima di fondare il Partito Federalista. Un’attività, almeno negli scorsi anni, ai margini della politica.
Più concreto il suo ruolo d’imprenditore: alla Camera di Commercio risulta titolare unico della MK srl, con sede a Roma, azienda specializzata in produzione e commercio di apparecchi elettronici, macchinari per ufficio e apparecchi fotografici.