L’impresa di Pasini: «Ho costruito tante case ora demolirò la sinistra»

Il candidato della Cdl a Sesto: «La gente è stanca dei nomadi, di furti e sporcizia»

A Sesto San Giovanni per decenni ha costruito edifici. Ora, a 76 anni, Giuseppe Pasini è pronto per l'ennesima sfida: demolire la sinistra. L’aspirante sindaco, sostenuto dalla lista civica «Con Pasini finalmente per Sesto», Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Pri, Pensionati, Lega Padana Lombardia e Democrazia Cristiana per l'Autonomia, con al collo l'inseparabile papillon, è più che mai determinato a strappare la fascia a Giorgio Oldrini, il sindaco «cubano» che da cinque anni guida l'ex Stalingrado d'Italia, la roccaforte rossa dove per anni ha governato il centrosinistra.
Dopo anni da imprenditore ha deciso di scendere in campo con il centrodestra in particolare con la lista civica «Con Pasini finalmente per Sesto» che sembra essere un augurio di buon governo. Cosa pensa di poter dare alla città?
«Sesto mi ha dato tanto e per questo ho ceduto a quanti mi chiedevano di assumere l'impegno di amministrare la città. Ho sempre rifiutato, ma poi ho dovuto cedere alle insistenze di tutti coloro che mi hanno chiesto di impegnarmi direttamente. L'ho fatto perché non ho mai visto la mia Sesto in questo stato: un'amministrazione e un sindaco uscente che l'hanno paralizzata, un governo nazionale che le ha tolto la sua sicurezza. Per questo ho scelto di candidarmi. Per cambiare la città, dare una risposta concreta ai problemi veri della gente, quelli che questa amministrazione non vuole o non sa vedere».
Recentemente l'Istat ha evidenziato che in Italia una famiglia su 6 vive in povertà. Tante persone che l'hanno avvicinata durante la campagna elettorale le hanno raccontato la difficoltà di arrivare a fine mese. Cosa vuol fare per aiutarle?
«Quando sono arrivato dal Veneto insieme ai miei fratelli, Sesto San Giovanni ci sembrava l'America. Qui c'era il lavoro, la possibilità di garantire un futuro ai nostri figli. Ora non è più così. L'80 per cento delle coppie che si sposano vanno via dalla città, un po' perché non si vive più bene ma anche perché gli affitti sono alti e l'acquisto di una casa è quasi un miraggio. Le amministrazioni di centrosinistra non hanno fatto niente. Non hanno aiutato le famiglie con i bambini né chi deve pagare una badante per accudire i genitori anziani. Siamo arrivati al paradosso, io che ho sempre fatto il costruttore ora tento di fare del bene mentre la giunta di centrosinistra nata per fare del bene sta pensando agli affari. È così che nasce la povertà».
Qualcuno potrebbe obbiettare che non arrivano sufficienti risorse da Roma...
«Sesto è ricca. È come si spendono i soldi che fa la differenza. Basta vedere l'enormità di denaro utilizzato per le consulenze. Bisogna invece valorizzare i propri dipendenti, far sì che la macchina comunale sia efficiente. Solo così si può andare davvero incontro ai cittadini».
Quali sono le prime cose che farà nel caso diventasse sindaco di Sesto?
«L'elenco sarebbe troppo lungo perché i problemi sono tanti. La scorsa domenica non riuscivo a fare un passo senza essere fermato da qualcuno. Il negoziante mi chiedeva più sicurezza, la mamma con il passeggino più aree verdi e strutture per i piccoli. Gli anziani mi han detto di mettere un freno ai centri commerciali. La gente è stanca. Non ne può più di nomadi, furti, sporcizia o progetti che niente hanno a che fare con Sesto. Io sono qui per rimettere al primo posto la famiglia e la qualità della vita. Io ci sono per ridare una speranza di cambiamento ai sestesi».