«Per l’impresa della vita ci vuole fortuna»

Sconfina nel più pazzo dei sogni, in ambienti laziali, la vigilia dell’ultima giornata del girone preliminare di Champions league. A occhi aperti il popolo biancoceleste immagina il blitz storico sul campo del Real Madrid, quel Santiago Bernabeu regno delle «camicete blanche» dove raccogliere l’intera posta risulterebbe difficile pure ai milanisti che si stanno giocando il mondiale per club a Tokio. Ma tant’è, il calcio è bello anche per questo, perché c’è poco di scritto, pure se sulla carta i galacticos potrebbero permettersi il lusso di schierare le seconde linee contro la banda-Rossi. Ma è altrettanto certo che se il football fosse una scienza esatta non staremmo qui a ricordare storie come quella del Cibali, inizio anni Sessanta, quando un derelitto Catania mise alle corde la corazzata-Inter guidata da Herrera, per tacere di risultati a sorpresa che hanno fatto la storia dello sport più amato dagli italiani: Juventus-Amburgo 0-1, Roma-Lecce 2-3, Italia-Brasile 3-2. Così, fingendo quasi di non dar peso al match di martedì sera, i laziali s’avvicinano alla gara della vita strizzando l’occhio agli amarcord. «Martedì non ci sarà niente da perdere - ha assicurato Rossi- perché in Champions league ci sono ottime squadre molto più forti della nostra». «Ma so bene - ha poi aggiunto - che i miei non si faranno intimorire». In sintonia con Rossi, che ancora non ha studiato la formazione da schierare a Madrid («non ci ho pensato, comincerò a valutarla lunedì mattina») c’è bene o male il resto della squadra. A partire da Tommaso Rocchi, autore del gol d’apertura della sfida di sabato pomeriggio contro gli etnei: «Dobbiamo fare di più, non basta aver vinto sabato, dobbiamo fare meglio, dobbiamo realizzare un’impresa». Soprattutto servirà massima attenzione, come ha sottolineato a più riprese il difensore brasiliano Cribari: «Senza sbagliare nulla, all’andata van Nistelrooy ci ha castigato - ha ricordato Emilson - e bisognerà sbagliare ancora di meno. Abbiamo il 20, al massimo il 30% di possibilità di passare il turno. Dobbiamo vincere per forza e ci proveremo, perché nel calcio nulla è impossibile». Mancheranno gli indisponibili Siviglia, Behrami e Firmani ma, a prescindere dalle pedine a disposizione, Delio Rossi è convinto che «servirà la partita della vita e tanta fortuna. Del resto abbiamo ben poco da perdere, affrontiamo i giocatori più forti al mondo». Che, in casa, quest’anno hanno perso una sola volta, contro il Siviglia, nella finale di ritorno di Supercoppa e vinto le altre nove sfide disputate davanti al proprio pubblico (7 in campionato, 2 in Europa). Da far tremare le vene ai polsi.