L’impronta e l’impegno di Nucci Novi nel «Sogno da vivere» a lei intitolato

Dopo 17 anni, tanti dalla delibera di assegnazione, ce l'hanno fatta: così a lungo hanno perseguito questo «Sogno da vivere» i genitori dei 16 ragazzi titolari che vivranno nel «Centro Sanitario-Riabilitativo Nucci Novi Ceppellini» di viale Teano. L'inaugurazione è stata una gran festa: i ragazzi, disabili psicofisici saranno accuditi come in una Casa-Famiglia comune. «L'amore per i propri figli va oltre la propria vita e questo Centro conforta i genitori nel pensiero che anche dopo c'è chi ci pensa - ha sottolineato Claudio Scajola, ministro allo Sviluppo economico -. Il Centro rappresenta un buon utilizzo di risorse private e pubbliche. Ma l'altro motivo per cui sono qui è l'intitolazione ad una grande donna. Nucci ha prestato molto del suo tempo agli altri, nel volontariato e nel servizio alle Istituzioni. In una politica con la “P” maiuscola di servizio verso gli altri per far crescere una comunità e la società. E in famiglia, madre, sposa esemplare, è stata di sostegno anche nel combattere una grave ingiustizia». Sul modello nuovo di collaborazione tra privato e istituzioni hanno insistito sia Renata Canini, direttore generale Asl 3, sia Roberto Bottaro, presidente associazione «Fa.Di.Vi (Famiglie disabili Vidoni) e Oltre». Commoventi le parole della figlia Cristina per una madre «speciale, che con i figli alternava fermezza e decisione, che, plurilingue, aiutava il marito Giovanni nelle sue relazioni internazionali, che nel 2000 ebbe da Sammaranch (presidente Cio, Comitato olimpico internazionale) il Premio alla donna che più si impegnò nel mondo dello sport». Nell'ingresso del Centro un dono di Giovanni Novi: due ritratti fotografici di Gianmarco Tormena che ci ricordano Nucci, sorridente o pensosa. Come ha detto monsignor Piero Pigollo (responsabile Pastorale della Famiglia) «Il ricordo è fare memoria anche dei gesti d'amore ricevuti e donati».