L’imputato felice: «Grazie giudici rimarrò in Italia»

Quella di oggi è una sentenza storica perché la tesi del Gup Forleo ha vinto». Lo ha dichiarato l'avvocato Gabriele Leccisi, difensore di Ali Ben Sassi Toumi uno dei tre imputati assolti oggi anche in secondo grado dall'accusa di terrorismo internazionale. «Sono contento, perché non avevo fatto niente e devo ringraziare il gup Clementina Forleo e questi giudici d'appello. Sono una persona che ha studiato 13 anni in Germania. Ora farò una festa con i miei amici del dormitorio a Reggio Emilia, voglio restare in Italia,riprendere a studiare», ha detto Mohamed Daki uscendo dall’aula, con al braccio la sua «borsa», un sacchetto di plastica, diretto come ormai da molto tempo alla Caritas. Il marocchino che era già in libertà, ha l'obbligo di dimora a Reggio Emilia ma è senza permesso di soggiorno per cui non ha lavoro. «Mi hanno aiutato i cristiani della Caritas finora - spiega -, a differenza dei musulmani della moschea che invece non mi hanno dato una mano». Ora, almeno per Daki, inizia il dopo-sentenza. Allo stato il marocchino è ancora sottoposto a misura di prevenzione speciale con l'obbligo di fissa dimora e di firma. «Come prima cosa - dice il suo legale - chiederò la revoca di questa misura anche se poi, per Daki, si metterà in moto la macchina dell'espulsione. Anche se, con questa sentenza di assoluzione sarà difficile poterla motivare».