L’inaugurazione Sarti napoletani doc e gioielli contro la iella «Isaia» riscopre Capri: in via Verri si respira aria partenopea

Hanno già fatto il giro del mondo tante volte gli abiti di Isaia. Soprattutto grazie a star del cinema come Hugh Jakman, protagonista del colossal «Australia», che si è presentato a tutte le prime vestito proprio dal sarto napoletano. Ieri la sartoria di Casalnovo ha inaugurato il suo primo negozio a Milano. Quattrocento metri quadri su due piani nella centralissima via Verri, angolo San Pietro all’Orto, progettati dallo studio londinese James Irvine.
Mix perfetto fra tradizione e contemporaneità, il negozio Isaia riserva ai clienti molte sorprese. Si possono trovare i gioielli personalizzabili anti-iella, e (dalla prossima primavera) i sandali capresi fatti a mano da un artigiano di Capri. Ma le concessioni al mondo femminile finiscono qui: tutto il resto è coniugato al maschile. Al piano superiore, infatti, oltre alle nuove collezioni del prêt-à-porter uomo, si può toccare con mano il lavoro dei sarti. Per i clienti speciali c’è invece la stanza del Vesuvio, un salottino dove potersi rilassare con un pranzo o un caffè napoletano, guardare il tg, fare una partita alla playstation. «Al cliente vogliamo trasmettere un’emozione – spiega il vicedirettore della griffe, Gianluca Isaia -. E la scelta di aprire a Milano, a cui seguiranno Cina, Giappone e Usa, è stata necessaria per consolidare il nostro posizionamento nel settore lusso». Un lusso comunque accessibile, perché chi vuole potrà acquistare un abito già fatto a 1.500 euro, o scegliere «l’abito sartoriale standard» (1.900 euro).
I più esigenti invece potranno far arrivare un sarto da Napoli e avere un abito unico (dai 2.600 euro). Il prodotto di punta? «La cravatta a nove pieghe». Molti richiami alla tradizione partenopea – come le piante con i peperoncini e le specialità del buffet – anche al party di inaugurazione di ieri sera, dove l’ospite d’onore era il regista Vincenzo Salemme.