L’incendio ha cancellato le prove

da Erba (Como)

Una strage nascosta dietro l’apparenza di un «normale» incendio. All’inizio, i vigili del fuoco erano arrivati alla palazzina di via Diaz soltanto per le fiamme, che avevano allarmato i vicini. Quell’incendio, ora, è al centro delle indagini. Perché è l’ultima traccia lasciata dagli assassini di Erba. Un segno chiaro: la volontà di cancellare qualunque prova. La ricostruzione della scena del crimine, perciò, appare «fortemente compromessa», dicono i Ris di Parma, arrivati proprio per cercare di chiarire la dinamica della strage.
Ma la ricostruzione del feroce meccanismo seguito dagli assassini è resa ancora più difficoltosa non solo dai disastri provocati dalle fiamme ma, anche, dall’intervento dei Vigili del fuoco. I pompieri, infatti, una volta giunti in via Diaz hanno subito provveduto a spegnere le fiamme, pensando si trattasse di un semplice incendio. I forti getti d’acqua potrebbero aver cancellato importanti tracce, forse, involontariamente, soddisfacendo il volere degli assassini. «Un lavoro da professionisti», quindi, come ha detto ieri il procuratore Lodolini, studiato nei minimi dettagli: dopo aver massacrato le cinque persone presenti, i delinquenti avrebbero poi appiccato l’incendio in tre diversi punti dell’appartamento, utilizzando del liquido infiammabile. Le fiamme si sarebbero originate nella camera da letto, poi sarebbero divampate nell’atrio e, infine, hanno raggiunto la cucina-soggiorno, vicino al divano dove si trovava il piccolo Youssef.