L’incesto di Patrick e Susan: i giudici sospendono la pena

Berlino - A vederli Patrick e Susan danno l'impressione di essere una coppia esemplare. Sono giovani, si amano intensamente, vogliono vivere insieme e hanno già messo al mondo quattro figli, due dei quali disabili. Ma la loro storia, sebbene sia piena di amore e tenerezza, non rientra nella normalità pur così permissiva dei nostri tempi. Perché Patrick e Susan, 29 anni lui, 22 lei, sono fratello e sorella, quindi colpevoli di incesto, un reato per il quale entrambi sono stati più volte condannati e costretti a trascorrere lunghi periodi lontano l'uno dall'altra. Ma dopo ogni separazione forzata, si sono rimessi insieme spinti da un'attrazione fatale e irresistibile. Solo ora qualcosa potrebbe cambiare.
La Corte Costituzionale, che sta esaminando il ricorso del loro avvocato sulla costituzionalità della legge che vieta l'incesto, ha deciso, in attesa di un giudizio definitivo, che la pena inflitta a Patrick dopo l'ultima condanna, 2 anni e mezzo di carcere, debba essere sospesa. Per il momento quindi fratello e sorella potranno vivere insieme per la prima volta senza il timore di essere arrestati o di correre il rischio che i loro figli vengano affidati ad un istituto statale come è avvenuto in passato. Una storia quella di Patrick e Susan Stübing che appassiona l'opinione pubblica tedesca divisa tra indignazione e sentimenti di solidarietà, tra chi ritiene che leggi della natura non debbano essere violate e chi chiama in causa giuristi e legislatori sollecitati a pronunciarsi su un quesito intrigante: può la legge in tempi di tolleranza massima proibire l'amore tra due persone maggiorenni e consenzienti solo perché legate da un vincolo di sangue?
Patrick e Susan sono nati nella stessa famiglia, nella Germania Est, ma non sono cresciuti insieme. A 4 anni, date le difficoltà ecnomiche dei genitori, Patrick fu dato in affidamento ad un'altra famiglia. Solo dopo i vent'anni Patrick si mise in cerca dei suoi veri genitori. In un paesino vicino a Lipsia scoprì la madre e una sorellina, Susan, allora sedicenne. Dopo pochi mesi la madre morì e toccò a Patrick occuparsi di Susan. Fratello e sorella vivono insieme, in grandi ristrettezze, si isolano dal mondo e quasi senza rendersene conto diventano una coppia.
Nel 2001 nasce il primo figlio e dall'ospedale parte la prima denuncia per incesto. Al processo fratello e sorella si difendono dicendo che non sapevano di commettere un reato. I giudici sono comprensivi, condannano lui ad una pena mite e assolvono lei perché minorenne. Ma dopo pochi mesi di separazione, Patrick e Susan si rimettono insieme, vanno ad abitare in un paesino dove nessuno li conosce, lui fa il muratore, lei sta a casa e si occupa dei figli che nel frattempo sono diventati quattro. Nuova denuncia, nuovo processo. Questa volta Patrick e Susan non possono dire che non sapevano, per la legge sono colpevoli e recidivi. Lei viene affidata ad un tutore, i figli ad un istituto e lui condannato a 2 anni e mezzo di prigione, il massimo della pena per il reato di incesto tra fratello e sorella. In carcere il ragazzo decide di farsi sterilizzare.
Ora Susan e Patrick sono di nuovo insieme e grazie alla decisione provvisoria della Corte Costituzionale potranno riavere i loro figli. Nel ricorso alla Corte, il loro avvocato sostiene che la legge sull'incesto, in questo caso, è incostituzionale perché in contrasto con la norma che ammette la libertà di rapporti sessuali tra persone maggiorenni e consenzienti. L'ultima parola comunque sarà pronunciata a fine marzo quando la Corte Costituzionale emetterà il verdetto. Solo allora Patrick e Susan sapranno se potranno vivere insieme o seprati per sempre.