L’inchiesta In arrivo una nuova ondata di fango. Il pool pronto a scoprire le carte

A questo punto, le chiacchiere hanno le ore contate. Foto hard vere o inventate nelle stanze di villa San Martino, presunte intercettazioni nella quali sarebbe stata registrata direttamente la voce del premier, verbali di interrogatori fin qui rimasti segreti. Il tempo di scoprire le carte sta per arrivare. Nell’inchiesta che vede Silvio Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile, infatti, un primo punto fermo potrebbe essere fissato già domani. Il pool di magistrati milanesi che indagano sul presidente del Consiglio (i procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno, e il pubblico ministero Antonio Sangermano) stanno limando le strategie di accusa, e nelle prossime 24-48 ore potrebbero inviare la richiesta di giudizio immediato al giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo. Verosimilmente, la Procura invierà al gip solo il fascicolo sulla concussione riguardante il premier, mentre per il reato di prostituzione minorile dovrebbero proseguire con l’iter ordinario. L’intenzione, infatti, sembra quella di inviare contestualmente alla richiesta di giudizio immediato per concussione anche l’avviso di conclusione indagini per il reato di prostituzione minorile, per il quale i magistrati potrebbero chiedere la citazione diretta a giudizio. A ogni modo, il prossimo passaggio porterà allo scoperto buona parte del materiale probatorio raccolto dagli inquirenti. A prescindere dalla decisione del gip, che arriverà nell’arco di cinque giorni dalla richiesta della Procura, i legali del premier - gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo - avranno accesso agli atti. A quel punto, però, le carte fin qui raccolte dai pm (molte di più delle 400 inviate alla Camera) saranno di fatto pubbliche. Aprendo, inevitabilmente, a un nuovo diluvio di fango.