L’inchiesta Coppola scuote Italease e Banca Intermobiliare

Indagati a Roma i due numeri uno Faenza e D’Aguì. Le accuse: crediti facili concessi all’immobiliarista. Nel mirino Bianconi (Banca delle Marche)

da Milano

L’inchiesta domino sul finanziere romano Danilo Coppola raggiunge alcuni incroci pericolosi. Nelle stesse ore la Guardia di finanza consegna una decina di avvisi di garanzia a personaggi eccellenti della finanza italiana e a discussi professionisti collegati, a rileggere i loro curricula, con i più oscuri retrobottega della società italiana. In testa alla lista dei nuovi indagati, per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e all’ostacolo all’attività di vigilanza della Banca d’Italia, ci sono l’amministratore delegato di Banca Italease Massimo Faenza, l’amministratore delegato di Banca Intermobiliare Pietro d’Aguì, il direttore generale di Banca delle Marche ed ex dirigente di primo piano di Unicredit Massimo Bianconi. Ancora, a testimoniare le mille relazioni di Coppola, in carcere dal primo marzo, Santo Fichera, ex capo area per il Lazio di Unicredit e poi, in tutt’altra direzione, Roberto Repaci, noto come il commercialista della famiglia calabrese dei Piromalli, l’imprenditore Umberto Morzilli, arrestato nel 2003 per estorsione insieme ai due figli di Enrico Nicoletti, il cassiere della Banda della Magliana, l’imprenditore romano Antonio Mancini che finanziò Coppola all’inizio della carriera con 10 miliardi di lire.
Come si vede, i filoni emersi, anche con una raffica di perquisizioni, sono almeno due; le origini di Coppola e i suoi rapporti con alcuni istituti di credito: Bim, Banca Italease, Unicredit e Banca delle Marche. I Pm di Roma vogliono accertare se l’entità dei prestiti concessi al gruppo abbia superato i limiti consentiti dalla Banca d’Italia e se, in tal caso, la centrale rischi di Palazzo Koch sia stata ingannata nell’interesse degli istituti di credito o per fini personali. I documenti sequestrati serviranno per capire se i banchieri abbiano ricevuto compensi o regali per la concessione dei finanziamenti. In particolare per Unicredit sarebbe sotto osservazione il periodo 2003-2004, per quanto riguarda Bim, Banca Italease e Banca delle Marche gli investigatori sono concentrati su quel che è accaduto dopo l’ottobre 2005, quando Coppola acquistò l’Ipi. Bim concesse ingenti finanziamenti, per un valore di 100 milioni di euro, al gruppo Necci, guidato dalla moglie di Coppola, Silvia Necci, che le Fiamme gialle sospettano sia solo un prestanome del marito; nel mirino anche i leasing concessi da Italease a società lussemburghesi riconducibili a Coppola. Ma la radiografia non trascura nemmeno i primi passi di Coppola, fra il 1999 e il 2001. I Pm studiano i prestiti concessi da Mancini -10 miliardi di lire circa - per un’operazione immobiliare mai andata in porto e quelli erogati da Morzilli per l’acquisto nella capitale dell’hotel Daniel’s e di un albergo alla Romanina. L’indagine provoca reazioni immediate in Borsa. Il titolo Italease precipita a meno 14,89 per cento, viene sospeso, poi recupera qualcosa (meno 6,97% in chiusura); più contenuta la discesa di Intermobiliare che di fatto perde poco più di tre punti. In una nota Faenza si dice «fiducioso sull’operato della magistratura e certo di poter chiarire la propria totale estraneità rispetto ad ogni contestazione». D’Aguì si smarca invece autosospendendosi dall’incarico di ad in attesa del prossimo consiglio: «È mia ferma intenzione tutelare al meglio la banca, i suoi clienti, collaboratori ed azionisti dagli effetti di una vicenda rispetto alla quale ribadisco l’assoluta correttezza del mio operato».