L’inchiesta fa perdere Tirrenia a Genova

Quella in arrivo a Genova sarà l’ultima nave cargo che Tirrenia porterà sulle banchine del Porto di Genova. Il traghetto «Lazio» della Tirrenia attraccherà sullo stesso ponte, ma anziché a ponente, il lato sotto sequestro, sul lato di levante, dove attualmente è situato il Terminal San Giorgio.
Lo ha deciso la compagnia di navigazione dopo l’evolversi dell’inchiesta sul Multipurpose ed il sequestro dell’area assegnata a Tirrenia.
Il sequestro è stato voluto dai pubblici ministeri Enrico Zucca e Walter Cotugno non per la gravità degli indizi di colpevolezza degli indagati ma per la sussistenza di un reato (occupazione abusiva di demanio pubblico) messo in atto con l’utilizzo senza titolo di una superficie portuale illegittima. Preoccupazione è stata espressa dal Filt Cisl, «Non è nostro compito ed intenzione entrare nel merito delle indagini che il magistrato sta compiendo - scrive il sindacato in una nota -. Siamo preoccupati per la perdita di merce e lavoro».
Tirrenia, sottolinea la Filt-Cgil, ha dovuto spostare a Livorno una nave che scala abitualmente i moli di Genova. «È inspiegabile - afferma il sindacato - che non si sia riusciti a trovare uno spazio nell’intero porto di Genova per scaricare questa merce». «Le indagini, doverose, non possono tradursi in un blocco dello sviluppo del porto» conclude il sindacato.
Un appello a tutte le parti politiche e sociali della Sardegna affinché si mobilitino contro il blocco del molo San Giorgio è stato lanciato dal «Sindacadu Sardu de sos trasportos», che mette in evidenza i rischi di danni per l’economia sarda.