L’inchiesta è finita, Novi torna libero

(...) allo Sport e alla Famiglia della giunta Biasotti, lo si sapeva da tempo. Lo sapevano tutti. Ma è precipitata in coincidenza con l’arresto del marito. Una decisione arrivata al termine di un’inchiesta avviata da mesi, che ha visto indagini, perquisizioni, interrogatori, avvisi di garanzia succedersi nel tempo, senza che alcun magistrato ravvisasse mai l’esigenza di tenere lontano Giovanni Novi dai suoi uffici. Solo il giorno prima che lasciasse definitivamente Palazzo San Giorgio è stato ordinato l’arresto del settantaduenne imprenditore, tenuto ai «domiciliari» per il timore che potesse inquinare quelle stesse prove che, eventualmente, avrebbe avuto mesi di tempo per far sparire.
Come gli stessi figli Antonio, Andrea, Alessandro e Cristina, hanno voluto raccontare ieri nella loro accorata lettera aperta, fino al 4 febbraio Nucci Novi cercava di combattere la malattia, si sforzava di vivere normalmente, era a casa, con amici. L’arrivo dei finanzieri con l’ordine di arresto è stato per lei l’inizio della fine. Il marito ha sempre avuto dai magistrati il permesso di lasciare la sua villa di Sant’Ilario per andare a trovare la moglie in clinica, considerato questo dai figli «l’unico gesto di umanità». Ma neppure martedì scorso, quando pure era da tempo definitivamente uscito dalla sede dell’Autorità portuale, a Novi è stata restituita la libertà. C’era, secondo i pm, la possibilità che condizionasse ancora l’inchiesta e il giudice per le indagini preliminari lo ha lasciato agli arresti domiciliari per altri sette giorni. O meglio, inizialmente aveva fissato in martedì prossimo la data della fine della misura cautelare. Ieri ci ha ripensato, considerando esaurita l’inchiesta e le indagini essenziali. Una decisione che quasi certamente ha tenuto conto anche della grave situazione familiare dell’indagato.
Anche l’avvocato Cesare Corti Galeazzi, uno degli avvocati che cdifende Novi, ha salutato con favore la decisione del gip, pur sottolineando come sia «la dimostrazione, probabilmente, che non c’erano le esigenze cautelari che hanno portato al suo arresto». Non solo. Dal punto di vista di Corti Galeazzi, invece, gli arresti domiciliari di Giovanni Novi sono stati «sconcertanti». Insieme al collega Cesare Manzitti, Corti Galeazzi ha infatti presentato ricorso al Tribunale del Riesame sostenendo l’illegittimità dell’ordinanza del Gip Franca Borzone che aveva portato agli arresti del loro assistito. L’udienza del Tribunale del riesame verrà fissata, probabilmente, il 25 febbraio. Comunque tardi per i figli di Novi, che ricordano l’onorabilità infangata del padre e non accettano soprattutto il linciaggio mediatico cui è stato sottoposto grazie al fatto che «ogni giorno vengono fatti filtrare ai giornali spezzoni di registrazioni telefoniche incomplete e quindi fuorvianti, così da ricoprire di fango ulteriormente l’immagine di nostro padre».