L’inchiesta Il gip «sigilla» la piscina abusiva

IL GIP Le strutture potranno comunque essere usate per la rassegna iridata

Diverse strutture del Salaria Sport Village, uno dei centri sportivi individuati per lo svolgimento dei prossimi mondiali di nuoto, sono state sequestrate dal Nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani nell’ambito dell’inchiesta della Procura sulle opere in realizzazione in vista appunto di tali mondiali. Il sequestro è stato disposto dal gip Donatella Pavone su richiesta del pm Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta che vede indagato il commissario straordinario per i Mondiali Claudio Rinaldi. Secondo gli investigatori i beni sequestrati, tra cui anche una piscina, sarebbero abusivi e realizzati senza rispettare il piano urbanistico del Comune di Roma. Oggi, intanto, nell’ambito di questa inchiesta sarà sentito come persona informata sui fatti il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso.
Nonostante il sequestro disposto dalla magistratura, le piscine e i servizi indispensabili, come gli spogliatoi, del Salaria Sport Village potranno essere usati per il periodo limitato ai mondiali di nuoto dopo che l’apposita commissione collaudi darà il via libera. Lo ha stabilito lo stesso gip Pavona, che ha disposto l’applicazione dei sigilli, accogliendo un’esplicita richiesta di facoltà d’uso formulata dal pm Colaiocco, ritenendo di contemperare gli impegni internazionali del Paese con la situazione concreta. Nella struttura è previsto che si tengano gli allenamenti degli sportivi e non le gare che saranno disputate al Foro Italico.
Il sequestro riguarda non tutto il Salaria sport Village, ma solo la nuova parte, realizzata in base ad un provvedimento del commissario straordinario per i mondiali di nuoto Claudio Rinaldi, la quale non sarebbe conforme con le disposizioni dell’ordinanza della presidenza del Consiglio del 2005 che stabilisce come le opere debbano essere costruite d’intesa con l’assessorato all’Urbanistica del Comune di Roma. «A voler ritenere nella migliore delle ipotesi - scrive il gip nel provvedimento - che il commissario delegato potesse autorizzare gli interventi in esame, tale provvedimento poteva essere adottato solo in presenza di un’intesa con l’assessore all’Urbanistica, condizione che nel caso in esame manca». Il gip prospetta inoltre che con le opere in questione sia mancato il pagamento degli oneri concessori al Comune.