L’INCHIESTA MILANESE SU BPM

Favoreggiamento e falsa attestazione a un pubblico ufficiale di identità o qualità personali. Sono queste le accuse con cui i pm di Milano titolari dell’inchiesta su Bpm hanno iscritto nel registro degli indagati, rispettivamente, il deputato Pdl Amedeo Laboccetta e Francesco Corallo, titolare del gruppo di giochi Atlantis Bplus. La tranche di indagine si riferisce alla perquisizione effettuata in casa di Corallo lo scorso 10 novembre. Laboccetta, infatti, ha portato via un computer: di sua proprietà, sostiene lui, di Corallo, dicono i pm. «Non ho nulla da nascondere», ha commentato il deputato.