L’inchiesta ora diventa rossoblucerchiata

Intanto Scapini, ieri all’Ufficio Indagini, non ha rinnovato il contratto con Preziosi

(...) Sarà nutrito quindi il carnet degli interrogatori. Ieri mattina a dare il via è stato proprio il fantasista Flachi (non si è vista l’ombra di un avvocato visto che il numero dieci è soltanto un teste). Il calciatore è stato interrogato soprattutto per chiarire i suoi rapporti con il commerciante di Nervi Francesco Sanfilippo, indagato per frode sportiva e illeciti connessi al calcio scommesse. Tra i due vi è una conoscenza, un’amicizia e Flachi avrebbe avuto diversi colloqui telefonici con il commerciante nerviese. Ma a prendere subito posizione è stata la società blucerchiata con il patron Riccardo Garrone: «Intendo sottolineare - ha detto il presidente - che la società è estranea ad una vicenda che riguarda il giocatore come soggetto privato. Il calciatore stesso al termine del colloquio avuto in qualità di testimone ci ha confermato di aver chiarito tutto con i pm». E a proposito di Garrone, ieri il patron della Erg ha regalato ai blucerchiati il centrocampista Samuele Dalla Bona. Intanto, tornando all’inchiesta, si è anche saputo che, sempre in materia di calcio scommesse, potrebbe essere chiamato a testimoniare Mirko Conte, attuale calciatore dell’Arezzo, ex blucerchiato. E ancora, corre voce che anche due giocatori nel giro della Nazionale saranno sentiti dai magistrati che avrebbero alcune domande da porre, sempre nella veste di testimoni. Come già pubblicato, sono stati già programmati dai pm gli interrogatori di alcuni giocatori del Genoa come persone informate dei fatti, su quattro gare che si presumono sospette.
A Roma invece sono stati sentiti l’ex amministratore del Genoa Davide Scapini e il presidente del Venezia Luigi Gallo. Scapini infatti ha deciso di non rinnovare il suo contratto con il club rossoblù che è scaduto ieri, ma si è comunque detto fiducioso sulla risoluzione dell’inchiesta: «Adesso la giustizia sportiva non è più sommaria come una volta. E’ vero abbiamo compiuto una leggerezza ma questo non è certo sufficiente per farci retrocedere. Poi non so come quei soldi siano finiti nell’auto di Pagliara». Ieri a Roma dopo i piacentini Lucenti, Gautieri e Pepe è stata anche la volta di Luigi Gallo, che però non sembra aver convinto gli inquirenti: «Sono tranquillo - ha dichiarato - e ho confermato che i contanti erano per Maldonado e per la parte di incasso che spettava al Venezia. Il Genoa merita la A». E a proposito dei 250 mila euro, il gip Elena Daloiso ha disposto il sequestro preventivo dei contanti trovati dai carabinieri. La richiesta era stata fatta perchè la Procura ritiene che i soldi siano il corpo del reato dell' accordo illecito tra dirigenti del Genoa e del Venezia e che vanno quindi confiscati.
Quanto alla legittimità dell'acquisizione degli strumenti di prova e alla loro utilizzabilità ieri è nuovamente intervenuto l'avvocato difensore del Genoa Alfredo Biondi «Ciò che non può essere legittimamente acquisito non è utilizzabile a carico di chi è indagato».
E intanto nemmeno il presidente del Perugia molla la presa e spera in un ripescaggio: «Sono fiducioso anche se non sarà facile iscrivere il mio club». Il Perugia infatti vanta con il fisco milioni di euro di debiti e potrebbe avvalersi soltanto del lodo Petrucci.
Piero Pizzillo