L’inchiesta Sotto il torchio la segretaria del consigliere arrestato

L’ex segretaria di Milko Pennisi, l’ex consigliere del Pdl ed ex presidente della Commissione urbanistica in consiglio comunale, arrestato giovedì scorso in flagranza di reato mentre intascava una mazzetta di 5mila euro, seconda tranche di una tangente da 10 mila euro, è stata sentita come testimone ieri mattina negli uffici della polizia giudiziaria della Procura di Milano in piazzetta Umanitaria.
Si ipotizza che la donna, S.Q., sia stata chiamata per rispondere a una serie di domande sull’attività del suo ex capo con cui ha lavorato a Palazzo Marino per circa sette anni e che ora deve rispondere dell’accusa di concussione e abuso di potere. L’interrogatorio della teste si inquadra negli accertamenti in corso da parte di inquirenti e investigatori per appurare se quella versata dall’imprenditore Mario Basso fosse l’unica tangente pagata a Pennisi oppure ci fosse un vero e proprio «sistema» (per accertare il quale il sindaco Moratti ha avviato un audit interno sulle pratiche edilizie) con altri episodi di concussione .
A questo proposito il gip Simone Luerti, nel provvedimento con cui ha convalidato l’arresto e disposto il carcere per Pennisi, ha scritto che l’ex consigliere comunale «non appare completamente affidabile quando afferma di essere stato colto nella flagranza dell’unico delitto commesso. L’insieme delle circostanze evidenziate - ha osservato il giudice - rivela piuttosto la necessità di proseguire le indagini in condizioni di assoluta genuinità per l’acquisizione di prove documentali e eventualmente dichiarative».
Intanto è stata acquisita dalla magistratura la documentazione di tre conti correnti intestati a Milko Pennisi. La documentazione dovrà essere analizzata dagli investigatori e inquirenti e i dati incrociati con le pratiche trattate da Pennisi nell’ambito del suo incarico di presidente (ora sostituito) della Commissione urbanistica di palazzo Marino.