L’inchiesta sull’apologia del terrorismo

I Pm indagano anche su un’altra ipotesi di reato: arruolamento di estremisti

Torino - Adesso rischia l’espulsione, l’imam «torinese» Kuhaila. Le immagini televisive che lo ritraggono mentre predica parole di odio contro occidentali, cristiani ed ebrei sono state infatti acquisite dalla Digos di Torino e verranno presto consegnate all’autorità giudiziaria. Nella moschea torinese di via Cottolengo 5 sarebbe stato anche scoperto e sequestrato materiale di propaganda a favore di Al Qaida. Materiale che gli investigatori hanno già definito di «interesse rilevante».
Era già finito sotto osservazione, l’imam Kuhaila. Era accaduto nell’estate di due anni fa, quando numerose guide spirituali islamiche che predicavano nelle moschee del nord Italia vennero rimpatriate perché ritenute ospiti non graditi dall’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. L’imam Kuhaila venne però considerato un personaggio minore, di secondo grado. Per questo riuscì a salvarsi dall’espulsione. Nel settembre del 2005, poi, prese addirittura il posto di Bouriqui Bouchta, l’imam torinese di Porta Palazzo espulso perché considerato un grave pericolo per la sicurezza dello Stato. Da qual momento Kuhaila è sempre rimasto sotto osservazione, Digos e magistratura torinese hanno sempre seguito da vicino le sue mosse e registrato ogni sua parola. Poi sono arrivate le immagini trasmesse giovedì sera in tv da Annozero, che riprendono l’imam di via Cottolengo mentre predica l’odio nei confronti degli occidentali e invita a uccidere gli atei. E tutto questo mentre la telecamera della Rai inquadra un foglio con scritte in arabo che inneggiano ad Al Qaida e a Bin Laden.
«La nostra attenzione nei confronti di questi fenomeni è sempre stata alta», ha spiegato il procuratore aggiunto di Torino, Maurizio Laudi. «Non c’è dubbio che se esistono degli ambiti in cui vengono propagandate ideologie radicali e pratiche di lotta armata, questo può essere motivo di preoccupazione. Senza criminalizzare nessuno – ha poi precisato il magistrato - nei luoghi di maggiore aggregazione, come le moschee, possono essere più facili le attività di propaganda e di indottrinamento ideologico in nome del radicalismo estremo». Sono due, al momento, le ipotesi di reato sulle quali si sta ragionando: apologia di delitti di terrorismo e tentativo di arruolamento di terroristi.