L’INCHIESTA SULLA PROTEZIONE CIVILE

RomaAlla fine è arrivato anche l’elogio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che esprime «vivo compiacimento per il positivo confronto tra maggioranza e opposizione». Il contrastato «decreto emergenze» sulla Protezione civile supera il passaggio della Camera senza necessità di ricorrere alla fiducia e torna al Senato per l’approvazione definitiva: 282 voti favorevoli, 246 contrari.
Ma nonostante le numerose variazioni al testo in accordo con l’opposizione, e nonostante la rinuncia alla fiducia, nessun partito di minoranza ha dato parere, se non favorevole, almeno di astensione.
Eppure questo decreto di cui si è parlato tanto per i poteri da assegnare o da togliere alla Protezione civile, sancisce di fatto la fine dello stato emergenziale in Campania per l’emergenza rifiuti, assegnando alla Regione e ai Comuni la possibilità di camminare con le proprie gambe dopo la risoluzione della «calamità» spazzatura. Segna inoltre il passaggio alla seconda fase dell’emergenza per l’Aquila e per le zone colpite dal terremoto dell’Abruzzo. Stabilisce (anche se i termini verranno fissati con un successivo intervento del ministero dell’Economia) che tutti i cittadini che vivono in zone colpite da calamità naturali siano esentati dal pagamento delle tasse per sei mesi.
Il decreto dispone anche l’individuazione delle aree per le nuove carceri, primo passo per risolvere il gravissimo problema del sovraffollamento che nessun governo, né di centrodestra, né di centrosinistra, è riuscito a risolvere negli ultimi anni.
Pd, Italia dei valori e Udc però hanno votato no. In mattinata erano anche passati tre ordini del giorno proposti dall’opposizione. Il Pd ha ottenuto di inserire nel decreto due novità. La prima: all’interno del piano carceri il governo si deve impegnare a dare «priorità alla ristrutturazione» dei penitenziari esistenti. La seconda: sarà creata una «black list», un elenco di fornitori e prestatori di servizi considerati «a rischio di inquinamento mafioso».
La seduta è stata presieduta da Rosy Bindi (Gianfranco Fini era in visita all’Aquila). Guido Bertolaso è stato sempre presente in aula, come del resto era avvenuto nei giorni scorsi, a eccezione di una missione in Calabria, mercoledì, per l’emergenza frane. Fabrizio Cicchitto, a nome del gruppo del Pdl, gli ha espresso «solidarietà» nel suo intervento. E tutti i deputati di centrodestra si sono alzati in piedi, ringraziando Bertolaso con un lungo applauso. Per il voto, poco dopo le 12, è arrivato anche Silvio Berlusconi e, prima di lui, numerosi ministri.
Nel dibattito in aula. Antonio Di Pietro ha portato ancora una volta la questione emergenze completamente sul piano giudiziario: «Noi vogliamo che la Protezione civile non si occupi più di grandi eventi e di mazzette». L’Idv ha chiesto di nuovo le dimissioni del capo della Protezione civile. E Cicchitto ha deplorato il «vizio assurdo di questo Paese» per cui «gli uomini migliori del Paese devono essere distrutti». «
Per Dario Franceschini «il bilancio di queste giornate di lavori parlamentari segna una vittoria del Partito democratico e di tutti i gruppi dell'opposizione». Gruppi che però non hanno votato a favore nemmeno dopo l’abolizione dello «scudo» giudiziario per i commissari della Protezione civile, sia per le inchieste penali che per quelle civili.
Il testo che passa al Senato prevede infatti l’esclusione di questa protezione per i dirigenti, inizialmente posta nella stesura originaria del decreto. È stata definitivamente cancellata anche la creazione di una Spa del dipartimento, come anche la gestione, da parte della Protezione civile, della Croce rossa.
Con il decreto parte dunque il piano carceri, con la possibilità di procedure accelerate per la localizzazione delle aree. È previsto l’impiego di 250 militari per la vigilanza a siti considerati di «interesse strategico» del Paese. Tra le altre misure più importanti: è autorizzata l’assunzione di 150 dipendenti della Protezione civile, il governatore Gianni Chiodi viene ufficializzato nuovo commissario per l’Abruzzo. Sono poi regolarizzati i lavoratori di alcuni impianti per lo smaltimento dei rifiuti in Campania e il prezzo dell’inceneritore di Acerra è fissato per legge a 355 milioni di euro. Il decreto «è un passaggio importante - ha commentato Bertolaso - che dimostra come, al di là delle vicende personali, ci sia stima nella Protezione civile, e non mi pare che fosse a questo livello nel 2001 quando l’ho presa io». Stamattina volerà di nuovo in Calabria per controllare la situazione delle frane.