L’INCHIESTA DI TRANI

Si estende l’inchiesta della Procura di Trani sulle oscillazioni dei titoli italiani di novembre e dicembre. Dopo il blitz negli uffici milanesi di Standard & Poor’s, ieri è stata la volta di un’altra importante agenzia, l’americana Fitch, indagata, secondo quanto si è appreso, per «market abuse». Secondo l’accusa, Fitch avrebbe violato le regole rivelando a più riprese l’imminente declassamento del rating dell’Italia e, con questi annunci, avrebbe abusato di informazioni privilegiate. Nella sede milanese dell’agenzia americana sono arrivati il pm di Trani, Michele Ruggiero, e la guardia di Finanza, che ha sequestrato alcuni documenti. È stata inoltre effettuata un’ulteriore perquisizione anche negli uffici di Standard & Poor’s. Intanto, sul fronte piazza Affari, era sembrato il giorno del «miracolo», col ritorno dello spread sotto quota 400, a 399. Ma alla fine la partita tra i nostri btp e i bund tedeschi si è chiusa a 417,5 punti, in rialzo rispetto a lunedì, quando il differenziale si era fermato a 413,5, 6,17 per cento il tasso sul decennale italiano. Piazza Affari ha chiuso quasi in pari, con un più 0,14 per cento.