L’inchiesta Vola l’industria del porno: 1,5 miliardi l’anno

Dopo il quarto rapporto consecutivo hanno deciso di smettere. Estenuante. E troppo complicato. Eppure quell’unione, assolutamente platonica, fra Eurispes e Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali, sembrava funzionare. Sembrava facile approfondire certi argomenti e certi gusti degli italiani per capire quanto conta, quanto costa e quanto fattura l’industria del sesso (prostituzione esclusa) nel nostro Paese. Invece nel mondo delle luci rosse c’era, e c’è sempre di più, tanto, troppo nero per quantificare introiti attendibili.
Cinque anni fa, all’epoca di quel rapporto, uscirono fuori numeri con tanti zeri. E figuratevi che allora si era, ancora più o meno fermi ai sexy shop, alle sale cinematografiche hard e alle riviste porno. Fu quello, il 2004, l’anno della svolta, l’anno in cui il volume d’affari dell’industria dell’hard superò per la prima volta il miliardo: 1.101 milioni di euro. Un punto di partenza che ha permesso tre anni dopo a Donatella Poretti, senatrice radicale, di stimare, all’atto della relazione tecnica sulla famosa pornotax, una crescita media annua del fatturato di questa particolare industria pari al 5 per cento. Quindi una stima di fatturato pari a 1.338 milioni di euro per il 2008 e 1.405 per il 2009.
Se il fallo di gomma e il vibromassaggiatore sembrano ancora attirare chi poco può spendere, la vera rivoluzione nell’industria pornografica, stando ad un rapporto di Confindustria, divisione servizi innovativi e tecnologici, è arrivata appunto con l’adeguamento delle nuove tecnologie ai desiderata dei più raffinati cultori del porno: 1.500 sono i film distribuiti ogni anno nel nostro Paese di cui il 70 per cento arriva dall’estero. Tanto che un re del settore come Silvio Bandinelli, fondatore del gruppo Show time, è emigrato all’estero con le sue produzioni e oggi distribuisce in Italia per un fatturato da 1,3 milioni. E se il frustino e o la tuta di lattice fanno sempre bella mostra nelle vetrine dei 400 sexy shop d’Italia (per aprirne uno basta un investimento di 20mila euro) le nuove miniere d’oro sono le tv criptate. Quelle di Murdoch ma anche Conto tv, con il suo trionfale Superpippa Channel e Glamour plus. D’altra parte affittare lo spazio tra le 2 e le 6 del mattino per promuovere chat e video hard in tv costa oggi circa 80mila euro al mese nella sola Lombardia.
Corrado Fumagalli, inventore di Sexybar e Bergamosex, che oltre alle produzioni tv, controlla cinque siti internet e ha lanciato la linea d’abbigliamento Sexybar ammette di fatturare tra 150 e 200mila euro al mese. Vanno benino catene, come Magic America, nata a Milano nel 1983 e oggi con decine negozi in franchising. Se la cava egregiamente anche XVizio online che nel sito internettiano annuncia «di servire in tutta sicurezza dal 2003 migliaia di clienti» e propone stuzzicanti novità: dalla bocca cybersuck alla cintura magic flash al più tranquillo vestito a rete sexy. Ma il futuro è nelle «boutique dell’erotismo»: locali raffinati, dove trovare tutto per giochi erotici e lingerie trasgressiva ma senza volgarità anzi addirittura abbinando alla vendita dei giocattoli del sesso anche eventi e presentazione di libri. Come accade nella romana Zou Zou, un sexy shop per sole donne a pochi metri da piazza Navona, o all'Angelique devil l’erotismo fatto lusso nel centro di Milano. Troppo caro? Ci sono le pornochat e la messaggeria erotica ma a fare il botto è stato Youporn, versione hard di YouTube, che sta mettendo in crisi l’industria del porno via internet. Sul sito è infatti possibile lasciare in tempo reale ogni genere di filmato, che gli utenti possono poi vedere gratuitamente. Secondo Nielsen net ratings, Youporn è diventato leader assoluto nel mondo, Italia compresa, con 1,5 milioni di utenti. Per la società di ricerca la pornografia rappresenta infatti il 25 per cento dell’audience di internet in tutto il mondo (i siti hard italiani sono stimati in circa 1.700, nel nostro Paese).
Da non dimenticare che il nudo e l’hard sono anche roba da fiera. E che fiere. Il Misex di Milano a Marzo festeggerà la sua ventisettesima edizione. Negli anni, il biglietto è aumentato del 600 per cento da 10mila lire a 30 euro. E se è vero che Oltreoceano Joe Francis, produttore della serie di dvd Girls gone Wild, e Larry Flynt, fondatore della rivista XXX Hustler, battono cassa al Congresso americano sostenendo che «causa della recessione, gli americani sono troppo depressi per essere anche attivi sessualmente. Ed è un male per tutto il Paese: possiamo cavarcela senza auto, ma non senza sesso» è altrettanto vero che da noi, per tener desto il mercato, le inventano tutte. Come il titolare di un sexy shop di Parè, in provincia di Treviso. Che, per San Valentino, garantisce uno sconto-regalo ai clienti che «rottamano» vecchi vibratori e altri gadget erotici.