L’incidente è lieve ma chi non si ferma rischia il carcere

Si rischia il carcere se non ci si ferma, dopo un incidente sulla strada, a prestare assistenza a chi riporta ferite, anche se sono lievi. Lo sottolinea la Cassazione, confermando la condanna di un napoletano che dopo aver tamponato l'auto che lo precedeva, era sceso dalla sua vettura per controllare i danni subiti e poi se n’era andato. «Nel caso in esame - scrivono i giudici - è stato accertato che l'imputato, sceso dalla propria autovettura e limitatosi a constatare i danni provocati alla sua auto dal tamponamento di quella che lo precedeva, immediatamente dopo si dileguò senza averne giustificazione dal luogo del sinistro, in tal modo dando la prova che la fuga sia stata voluta per sottrarsi al dovere, ritenuto fastidioso, di prestare l'assistenza occorrente alle vittime dell'incidente, essendo irrilevante ai fini della responsabilità che le lesioni patite da queste ultime fossero gravi ovvero lievi».