L’inclemenza di Tito

L’egemonia culturale della sinistra, diciamo la verità, sopravvive soprattutto quando la destra se la merita. Resiste incrollabile, invece, la tendenza giornalistica di legittimare un assunto solo se a pronunciarlo è un esponente di sinistra. Vale l'esempio del professor Luca Ricolfi: se una tesi la argomenta lui, magari dopo che nel centrodestra è stata abbozzata, ecco che a sinistra ci credono.
Sul fronte economico invece la funzione del grillo parlante appartiene ormai al professor Tito Boeri, bocconiano e liberale di sinistra. Sulla Stampa di martedì ha spiegato che la svendita del Tesoretto ufficializza che la possibilità che abbassino le tasse in questa legislatura equivale a zero. Anzi: è possibile che le alzino. Sul Giornale sempre di martedì ha invece spiegato che l'abbattimento dello scalone peserà gravemente sulle pensioni dei nostri figli. E su Repubblica di ieri, ancora, Boeri ha detto che Tommaso Padoa-Schioppa piuttosto che dilapidare il Tesoretto doveva dimettersi, anche perché ha usato degli artifici contabili per violare le regole comunitarie. In casi come questo, a sinistra, reagiscono in due modi. Il primo è dire che Boeri abbia torto. Il secondo è dire che sia di destra.