L’incoerenza e l’incapacità di Prodi non hanno limiti

Ormai è chiaro che l’incoerenza del Governo Prodi non ha più limiti. Perché? Perché voleva tutelare i cittadini deboli e invece, con la Finanziaria, ha bastonato tutti senza troppi problemi. Voleva ridurre l’impegno militare, ma poi ha deciso di rifinanziare le missioni all’estero, senza ascoltare le ragioni degli amici pacifisti. Voleva garantire più occupazione ai lavoratori, ma poi ha accettato, insieme con i sindacati, la mobilità e la cassaintegrazione, senza troppe preoccupazioni. Voleva salvaguardare la famiglia, e invece ha fatto il tifo per gay e omosessuali, per recuperare il loro consenso elettorale. Voleva portare più sicurezza nelle città ma, con il buonismo cattocomunista, ha fatto l’opposto a danno dei cittadini che vivono nel terrore della criminalità ormai diffusa. Voleva rilanciare l’economia (già rilanciata grazie alle politiche di Tremonti), e invece siamo invasi da tasse e prodotti asiatici che fanno una spietata concorrenza alle nostre aziende. Voleva una sanità migliore, ma poi ha messo i ticket (che successivamente si è rimangiati in alcune regioni, esempio di «serietà al governo») e ridotto le prestazioni insieme alle strutture sanitarie. Voleva favorire le liberalizzazioni, ma alla fine ha solo provocato malumori e proteste dei diretti interessati che rischiano la chiusura. In parole povere il Governo Prodi voleva far ripartire il Paese, ma invece lo sta rovinando.