L’incognita su flotta e ipoteche tiene le banche col fiato sospeso

La newco offre 400 milioni. Il debito può essere cancellato, ma cambiano i rischi sul rimborso

da Milano

La flotta Alitalia è gravata da ipoteche per 890 milioni. I 43 velivoli di proprietà della famiglia Md80 (cui se ne aggiungono 29 in locazione), ormai considerati vecchi divoratori di carburante, sono già stati rifinanziati due volte con ipoteca di primo grado. L’offerta di Cai dovrebbe prendere in considerazione tutti i 50 Airbus di breve e medio raggio (A 319, 320 e 321, per due terzi in proprietà) e i 10 Boeing 777 di lungo (sei di proprietà e quattro in leasing), cui si dovrebbero aggiungersi sicuramente i 20 Airbus e i Bombardier Crj di Air One (di questa forse, ma è improbabile, alcuni B737). A questi si aggiunge una parte degli Md80, con la prospettiva di una completa dismissione. In tutto, la nuova compagnia dovrebbe avere 136 aerei, forse 150, che saliranno a 168 a regime.
La proposta prevede un esborso finora stimato in 400 milioni, al lordo tuttavia del debito; il versamento in contanti potrebbe dunque essere molto inferiore.
L’abbinamento del debito agli aerei non è ancora stato definito, ma farà parte della trattativa che gli uomini di Cai intavoleranno con il commissario straordinario Augusto Fantozzi. Il commissario, infatti, ha potere «assoluto» sul debito: può cancellarlo, in base alla legge, e consegnare gli asset «puliti», liberi da vincoli, oppure lo può trasferire. Elementi, questi non ininfluenti né alla strategia di Cai né agli eventi legati ai creditori.
Per quanto riguarda la newco Compagnia aerea italiana, i debiti che essa si assumerà - presumibilmente a lungo termine - avranno il significato di finanziare l’operazione; perchè andranno a ridurre l’esborso immediato per l’acquisto, che si prolungherà invece nel tempo sotto forma, appunto, di debito. I debiti potranno essere, oltre alle ipoteche sugli aerei, il Tfr relativo al personale che sarà acquisito insieme alle attività. Per quanto riguarda i creditori, essi sono banche italiane e straniere. Queste ultime guardano con molta attenzione l’evolversi della situazione, perché è in gioco il loro denaro: se Cai si assumerà il debito, essa si impegnerà a saldare gli obblighi in corso. Se Cai non si assumerà il debito, questo resterà nel portafoglio del commissario, che provvederà a saldarlo secondo le ripartizioni previste dalla legge e consentite dal denaro incassato: si pensa che, in questo caso, le banche incasseranno non più del 20-30%.
Le spese che dovrà saldare il commissario sono rigidamente classificate. Per prime, prima ancora del privilegio, vengono i costi relativi all’emolumento del commissario stesso, alle spese legali e di proceduta, al costo della perizia. Quest’ultima dovrà essere svolta da una società terza di primario standing internazionale; secondo alcune indiscrezioni, visto anche il coinvolgimento di varie banche d’affari su fronti conflittuali, la scelta potrebbe ricadere su Lehman Brothers o su Rothschild e Costamagna. Solo in seconda battuta saranno soddisfatti i creditori privilegiati e, in ultima istanza i chirografari.