Dopo l’incommensurabile Cassano ora la svolta si chiama Stoccarda

Ci sono partite, nell'arco di una stagione, che valgono molto di più dei 3 punti in palio. Per la Sampdoria dalla coperta corta, chiamata a sostenere 8 durissime fatiche nei 28 giorni che la dividono dalla sosta natalizia, una di queste partite era quella contro il Catania; e un'altra sarà quella in programma giovedì sera, ancora a Marassi, contro lo Stoccarda.
La vittoria contro il Catania in campionato era fondamentale per permettere alla squadra di Mazzarri di dare fondo alle più riposte energie nell'imminente match di Coppa Uefa, potendo poi affrontare serenamente in turn over l'insidiosa trasferta di Cagliari - vada come vada - a 3 soli giorni di distanza. Per via dell'allarmante posizione di classifica e degli impegni ravvicinati (ne restano 7 in 24 giorni!) da onorare con una rosa ristretta, anche solo un pareggio con il Catania sarebbe stato una jattura. Quanto al match con lo Stoccarda, vincerlo varrebbe l'anticipata qualifica ai prestigiosi sedicesimi Uefa di febbraio, sicché pure la successiva trasferta a Liegi (Standard) 4 giorni prima del derby di tutte le passioni potrebbe essere affrontata serenamente in turn over come quella di Cagliari, vada come vada.
Nella domenica di grazia 23 ottobre 2008, ramo Sampdoria è insomma andato tutto a fagiolo. È stato bello rivedere in difesa, davanti al reattivo Castellazzi, un Accardi-Accardi e un Gastaldello-Gastaldello; a centrocampo un Dessena e uno Stankevicius finalmente abili e arruolati con i valorosi Franceschini Pieri e Delvecchio in attesa di Palombo e Padalino; all'attacco un commovente Bellucci ormai all'80% in coppia con l'incommensurabile Cassano, due gol, tre assist e magie a ripetizione.
Ma a proposito di Fantantonio, che dal tempo della maxicassanata col Toro ha preso un unico lievissimo cartellino giallo in 19 (sottolineo: diciannove!) partite giocate, voglio segnalare i pregiudizi che purtroppo lo segnano e per fortuna non ne raffreddano l'umore garrulo. Prendo lo spunto dall'incipit del pezzo dell'ottimo collega bolognese Matteo Dalla Vite, figlio del mio vecchio amico Raffaele, sulla rosea: «Il nuovo instant book di Fantantonio è un Bignami per le scuole calcio. Breve, intenso, lucido, compatto… Antonio Cassano sembra sceso da un altro pianeta». Poi la pagella: voto 7. Ma come: Matteo, se per una prestazione così proprio non vuoi dargli 10, o almeno 9 toh, rifugiati in un «senza voto». Capite perché il mio amico Marcello Lippi, campione del mondo a tutto tondo, non chiamerà mai in Nazionale il fuoriclasse più geniale del calcio italiano? Per fortuna, è la Sampdoria a goderne a piene mani.
Intanto - ramo Genoa - Milito, umanamente infastidito dall'assistente De Santis che gli nega in casa Lazio un gol valido come quello negatogli la domenica avanti in casa Juve dall'assistente Griselli, sbaglia un calcio di rigore. Credevo che il Principe - a tu per tu col portiere, un ghiacciolo - non avrebbe mai sbagliato dal dischetto. Ma appunto lì, nel massimo dell'avversità, il Principe ha ribadito la propria cristallina classe di campione (gol chirurgico d'esterno destro a bucare una mischia intricata) e gentiluomo («Arbitro, non era corner»…). Finché c'è Milito, il Grifone rampante gode di corposissime probabilità di tornare finalmente in Europa, altroché!