«L’incontro Obama-Medvedev? Spero in Italia»

RomaSi avvicina il 26 novembre, data in cui il governo varerà il decreto anticrisi, e si susseguono le riunioni per preparare le misure per il rilancio dell’economia e la salvaguardia dei portafogli degli italiani. L’Europa prepara un pacchetto da 130 miliardi di euro per il rilancio dell’economia, e ognuno dei 27 Paesi Ue contribuirà con l’1% del Pil: per l’Italia sono 16 miliardi di euro circa. Il via libera di Bruxelles arriverà proprio il 26 novembre.
La crisi non è finita, anzi Giulio Tremonti vede ancora tre «mostri» in arrivo, come in un videogame: le carte di credito, le attese di bancarotta delle società, i derivati. Ma intanto si agisce: anche ieri c’è stato un incontro, a palazzo Chigi, fra il premier Silvio Berlusconi e alcuni ministri (Tremonti, Scajola, Matteoli, Prestigiacomo, Fitto, Alfano, e i sottosegretari Letta e Miccichè). Successivamente si è svolto un «pre-Cipe». Tra i temi in primo piano nelle due riunioni, la ripartizione fra i ministeri di una tranche da 12,7 miliardi dei fondi europei per le aree sotto-utilizzate (in tutto sono quaranta miliardi in tre anni), che serviranno per finanziare infrastrutture per 7,3 miliardi; il resto servirà per ambiente, sicurezza, istruzione e informatizzazione. Il Comitato interministeriale per la politica economica (Cipe) domani ripartirà, nel complesso, risorse per circa 16 miliardi di euro.
Detassazione famiglie. Il governo non pensa solo al rilancio degli investimenti, ma anche al sollievo fiscale per le famiglie meno abbienti. Fra le ipotesi in campo una riduzione dell’acconto fiscale Irpef dovuto entro novembre; un bonus fiscale per i redditi fino a 25-30mila euro, sotto forma di una detassazione una tantum delle tredicesime che verrebbero assoggettate a un’aliquota fissa del 10%; si parla anche di un primo passo verso la tassazione familiare sul modello francese, che però sarà una revisione di lungo periodo. «Visti i costi, ci arriveremo per gradi», dice Maurizio Sacconi. Intanto, sarà prorogata per il 2009 la detassazione degli straordinari e dei premi aziendali. Per i più deboli e bisognosi - circa 1 milione e trecentomila cittadini - arriva anche la social card decisa in giugno, con sconti per gli acquisti nei supermercati e bonus sulle bollette della luce e del gas. L’Inps, che gestisce l’operazione, sta inviando le lettere ai beneficiari. Per i nuovi nati sarebbe in arrivo un prestito-bebè da 5mila euro, a tasso agevolato. Complessivamente, le nuove misure fiscali per le famiglie dovrebbero costare 3 miliardi di euro.
Lavoro e imprese. Il governo rafforzerà il fondo per gli ammortizzatori sociali oltre i 600 milioni già varati con la Finanziaria. Cassa integrazione e indennità saranno assicurate a una platea più ampia di persone colpite dalla disoccupazione, ha detto il ministro del Welfare, anche in deroga alle leggi vigenti. Per il lavoro, occorre un piano straordinario, visto che il 2009 sarà un «anno orribile», dice il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Previsto un taglio dell’anticipo Ires (l’imposta sulle società); per le imprese con giro d’affari non superiore ai 100mila euro ci sarebbe anche la cosiddetta Iva di cassa», ovvero il pagamento dell’imposta solo al momento dell’incasso. La Confindustria sollecita anche un taglio dell’Irap, la Confcommercio una revisione degli studi di settore. Le nuove misure fiscali per le imprese varrebbero circa 3 miliardi di euro. Prima del Consiglio dei ministri del 26, il governo incontrerà le parti sociali per illustrare i contenuti del pacchetto anticrisi che comprende anche le norme sulle banche.
Tremonti: crisi da videogame. «La crisi è come un videogioco: sconfitti i primi mostri - i mutui subprime, il collasso delle istituzioni creditizie, il collasso della Borsa - altri sono in arrivo: le carte di credito, le attese di bancarotta societaria, e il mostro dei mostri: i derivati». Secondo il ministro si sta avverando lo scenario dipinto da Papa Ratzinger in un articolo del 1985, uno scenario che apre spazi per «l’economia sociale di mercato».