L’incredibile storia del «Papiro di Artemidoro»

Questo pomeriggio alle 16.30 a Palazzo Visconti, via Cino del Duca 8, Salvatore Settis e Claudio Gallazzi raccontano l’incredibile, affascinante storia del papiro di Artemidoro, dalla nascita (I secolo a.C.) alla rinascita (1998-99). L’incontro è a margine della mostra «Le tre vite del papiro di Artemidoro. Voci, sguardi dall’Egitto greco-romano», ospitata al Palazzo Bricherasio di Torino fino al 7 maggio. Nel corso dell’incontro di oggi verrà anche presentato il filmato realizzato in occasione dell’esposizione.
Il Papiro di Artemidoro è l’eccezionale reperto di epoca tolemaica che riemerge dopo duemila anni di oblio. Fu scritto verso la metà del I secolo a.C. (cioè pochi decenni dopo la morte di Artemidoro), e tutte le fasi della sua vita «testuale» si svolgono da quel momento fino alla fine del I secolo d.C. Contiene non solo un’ampia porzione di un testo perduto del geografo Artemidoro di Efeso - finora noto essenzialmente come fonte di Strabone - ma anche tre diversi strati di immagini: la più antica carta geografica di età classica ad oggi nota, un repertorio di animali reali e fantastici, e infine un taccuino con disegni di figura, probabilmente provenienti da botteghe di artisti.
Più tardi, il papiro fu considerato non più riutilizzabile e venne ridotto a materiale da macero e con altri documenti (una ventina di lettere, in parte collegate all’amministrazione romana dell’Egitto) entrò a far parte del «cartonnage» di una mummia.
La conferenza di oggi, tenuta dal professor Claudio Gallazzi e dal professor Salvatore Settis, gli stessi curatori della mostra torinese, si ripromette di illustrare il Papiro di Artemidoro nei suoi vari aspetti, ricreando intorno ad esso un contesto di saperi, di volti e di culture che ne spieghi l’origine - accuratissimi disegni ne hanno favorito la lettura consentendo anche l’integrazione di alcune parti mancanti, ma ricostruibili grazie all’impronta che l’inchiostro ha lasciato quando il papiro era arrotolato - e al tempo stesso ne mostri il vivo interesse nell’orizzonte culturale contemporaneo.