L’incubo dei tuffi vietati si tinge del giallo-ispettori

(...) di balneazione fino a domani. I rilevamenti effettuati nei giorni scorsi, hanno evidenziato infatti gli stessi valori riscontrati lo scorso 28 luglio e che avevano portato all'inesorabile verdetto del divieto alla balneazione a scopo cautelativo.
Di conseguenza il Comune ha deciso di rinnovare l'ordinanza fino alla mezzanotte di venerdì.
Quest'ultimo aggiornamento non tranquillizza e «incombe» ancora una volta come la spada di Damocle, su tutti i diciotto stabilimenti balneari situati lungo il tratto di mare infestato dalla fioritura dell'alga, e sui bagnanti. Ma mentre il Comune continua a sminuire e a sdrammatizzare, la situazione del litorale cittadino, diventa sempre più seria. I gestori degli stabilimenti chiedono un tempestivo intervento delle autorità, affinché l'incubo dell'alga possa dirsi debellato almeno in parte, ma risposte di questo tipo da Palazzo Tursi non arrivano. Arrivano invece i risultati dei controlli del mare e le conseguenti proroghe; ma ciò nonostante le autorità continuano a dirsi fiduciose. Dagli ultimi rilevamenti infatti è emerso che esistono alcuni dati positivi. Gli accertamenti Arpal hanno confermato che i cosiddetti «nutrienti» sono rimasti al di sotto della norma; inoltre è stato rilevato un abbassamento di tre gradi della temperatura dell'acqua del mar Ligure, mentre le previsioni meteorologiche annunciano temporali e abbassamenti della temperatura. Malgrado ciò il divieto persiste.
«Abbiamo analizzato i dati che risultano stabili - dichiara Luca Dallorto, assessore alle Politiche Ambientali -, non c'è stato né un decremento né un incremento del quantitativo di fioritura algale presente nell'acqua, ma ciò nonostante abbiamo prudenzialmente e cautelativamente deciso di prorogare l'ordinanza sospensiva della balneazione di 48 ore. Dai monitoraggi effettuati si conferma che il fenomeno è circoscritto solo in questa zona. Ci auguriamo che tra oggi e domani il ciclo biologico dell'alga e le condizioni metereologiche del mare consentano di poter rendere balneabile tra sabato e domenica questo tratto di costa».
Ma il problema comunque resta e le critiche anche; non manca chi sostiene che la questione alga tossica sia stata forse sottovalutata; soprattutto per il fatto che lo studio doveva essere esteso all'intero anno e non soltanto circoscritto a pochi mesi. C'è chi fa di più in Italia, come l'Emilia Romagna ma anche la Toscana e la Calabria con maggiori investimenti in studi ambientali del mare. Studi importanti se si pensa che dalla salvaguardia dell'ambiente dipende il turismo.
Proprio per far chiarezza sul mare genovese contro l'emergenza dell'alga tossica dovevano arrivare ieri degli esperti dell'Icram, Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare, su decisione del Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio; ma nessuno in città ha ancora avuto notizie dagli esperti. Mistero. «Evidentemente fino ad ora hanno lavorato in modo autonomo» fanno notare con una punta di ironia gli addetti alla Regione Liguria e all' Arpal, che invece si augurano una stretta collaborazione. La loro assenza è stata fatta notare a Genova da Franco Zunino, assessore regionale ligure all'Ambiente e dal direttore dell'Arpal, Bruno Soracco, proprio a margine di una riunione sulle politiche ambientali per gli stabilimenti balneari. L'assessore Zunino ha aggiunto che i tecnici inviati da Roma non si sono presentati a nessun ente locale. Zunino ha spiegato durante il corso della giornata che «l'intervento deciso dal ministero dell'Ambiente per far chiarezza sull'alga ostreopsis attraverso l'invio di tecnici competenti è positivo, e deve essere concepito nell'ambito di un'azione di coordinamento con tutti gli enti che lavorano al tema». L'importante però direbbe qualcuno: «è riuscirli a trovare».