L’incubo è finito Subito alle urne poi le riforme

È fatta! L’immemore, il bilioso, il tetragono, l’uomo dalla faccia di bronzo, quello che diceva che non potevano sfiduciarlo perché il Paese ha bisogno di un governo, dopo che lui l'ha tenuto senza per quasi due anni, è andato al Senato. Come un toro inferocito che entra nell’arena. E lì è stato matato, come d’uso. Alle nove (circa) de las tardes. Alleluia! Pago da bere
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Il mio sogno si è avverato. Dormirò molto meglio. Spero che quegli italiani che hanno votato Prodi finalmente rinsaviscano.
P.G. e-mail
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Un piccolo suggerimento: scrivete «cacciato anche questa volta», per far notare che due volte ci ha provato, e due volte non è riuscito ad arrivare al termine del mandato.
Corrado Gastaldi e-mail
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Ho appreso la notizia della sfiducia del Senato nei confronti di Prodi. È un grande passo in avanti e potremmo dire che «il più è fatto». Ora basta che il presidente della Repubblica Napolitano sciolga le Camere e istituisca nuove elezioni in modo da poter effettuare un cambio di governo. La mia gioia è immensa.
Elia Pirone - Bologna.
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Stavo già per aprire la bottiglia di Champagne che avevo pronta da alcuni giorni, ma poi l’ho riposta in frigo: viste le premesse, da questa gente purtroppo c’è da aspettarsi di tutto e di più. L’aprirò il giorno in cui Napolitano firmerà lo scioglimento delle Camere e finalmente saremo sicuri che andremo a votare.
Giulio Dusso e-mail
Dopo la caduta del governo Prodi con il voto di sfiducia al Senato occorre dare subito la parola agli elettori italiani. Nelle attuali condizioni non è auspicabile nessun tipo di governo di emergenza (istituzionale, di grandi o piccole coalizioni, tecnico, etc.) per elaborare o formulare una sia pur minima riforma istituzionale (esempio legge elettorale). I partiti minori non permetteranno alcuna legge elettorale proporzionale con soglie di sbarramento superiori al 3-4 per cento, sarebbe solo una penosa perdita di tempo, con ulteriori gravi conseguenze economiche per il Paese. Allora è meglio elezioni anticipate subito, e conoscendo la genialità e l’intelligenza del popolo italiano, potrebbe capitare che si attui sul campo il «bipartitismo» auspicato sia dal «pendente» referendum, sia da autorevoli politologi. L’ingovernabilità di un Paese non dipende da una legge elettorale, ma da coalizioni eterogenee (cartelli elettorali) che servono solo a vincere le elezioni, ma non a governare.
Antonio Cusano e-mail
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La sera del 24 gennaio, sono salito in macchina e ho sintonizzato la radio: in quel preciso momento, lo speaker annunciava la caduta del governo Prodi al Senato. Dopo questa notizia, la musica diffusa dalle casse era il sublime «Tuba mirum», dal Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart. Mai colonna sonora fu più indovinata per una notizia.
G. Marino e-mail
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Evviva! Felicità è vedere il Mortadella andarsene con la coda fra le gambe dal Senato. Finalmente! È proprio il caso di dirlo, non se ne poteva più. A Palazzo Madama abbiamo visto di tutto e di più, abbiamo visto la vergogna fatta premier. Per il suo stupido orgoglio, per una ripicca con il «fido» (si fa per dire) Veltroni, ha trascinato a fondo con sé tutta l’allegra combriccola del centrosinistra. Sì perché questa è una sconfitta senza precedenti, l’Unione è finita per sempre grazie a Dio. Prodi ha fatto di tutto pur di avere la fiducia al Senato, ha minacciato e inveito ma si è superato quando ha tentato di convincere i senatori della Lega Nord a votare a favore del suo governo, roba da non credere. Ora finalmente tutto questo è finito, l’Italia è libera.
Marco Castelli e-mail
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Abbiamo brindato, finalmente Prodi a casa. Ora la Casa delle Libertà sia unita, abbiamo bisogno di questo. Berlusconi, Fini, Bossi e anche Casini uniti.
Adriana Puggioni e-mail
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Abbiamo assistito alla fine del governo Prodi. Io non sono capace di capire i giochi della politica, sono una ingenua, tuttavia quando il professor Prodi ha vinto le elezioni con un programma molto articolato - quante pagine? - e con una coalizione tanto eterogenea, mi sono detta che probabilmente non avrebbe potuto governare, avrebbe potuto galleggiare ma solo perché c’era lo «spauracchio Berlusconi» da tenere a bada. Ora mi chiedo: prima delle elezioni, il direttore Mieli, il presidente di Confindustria Montezemolo, il direttore De Bortoli, tutti i soloni della politica che più o meno apertamente hanno espresso la loro posizione favorevole a Prodi, non si sono degnati di fare quelle piccole considerazioni che una casalinga inesperta di politica avvertiva con un po’ di buon senso. Se avessero riflettuto, anziché limitarsi a odiare Berlusconi, forse non saremmo giunti a tanto.
Rosalba e-mail
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Vorrei esprimere la mia contentezza per la caduta di Romano Prodi, e gratitudine per Silvio Berlusconi, quale leader del centrodestra, che tanto ha contribuito alla caduta del centrosinistra.
Roberta Bartolini - Genova
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È arrivato questo gaudioso giorno per gli italiani. In queste ore si fanno e si faranno tante ipotesi su cui solo il capo dello Stato, dopo le consultazioni, saggiamente deciderà. Sono dell’avviso che facendo un governo istituzionale non si risolva granché, quindi credo che le questioni urgenti non solo dell’Italia, ma di noi napoletani in particolare vadano subito risolte andando al voto nella prossima primavera. Auspico che anche il governatore Bassolino e la sua giunta si dimettano e si ritorni presto alle urne anche nella regione Campania.
Guido Stompanato e-mail
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Che gioia, non mi sembra vero. Una giornata storica, siamo liberi, l’incubo è finalmente finito. Mi sono emozionato nell’assistere alla vittoria del Parlamento (espressione del popolo) contro le macchinazioni e le menzogne del governo; mi sono commosso nel sentire le parole del Cavaliere intervenuto a sorpresa durante la diretta di Fede al Tg4; mi esalta il pensiero di un ritorno del centrodestra al governo guidato con nuovo slancio e ottimismo dallo stesso Berlusconi. Questo avvenimento così tanto atteso e desiderato ora mi da nuova forza per andare avanti con fiducia nel futuro, consapevole che Berlusconi, con la sua fermezza e il suo entusiasmo, prenderà per mano il nostro Paese e lo condurrà fuori dal declino in cui è precipitato a causa dell’inettitudine delle sinistre. Evviva.
Stefano - Genova
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Il pregio delle crisi di governo è che viene a galla il bello ed il brutto: Montezemolo tuona contro Cuffaro ma si dimentica di Bassolino & C.; inneggia all'accordo sulle regole elettorali dimenticando che per la vittoria di Prodi sull'argomento regole ci ha assordato con il suo silenzio.
Marco Chiarini
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Non vorrei che Prodi si dimenticasse della frase detta all’inizio del mandato: non sono un uomo per tutte le stagioni! Secondo voi i bagagli per tornare a Bologna li metterà nella macchina di Sircana?
Guido Schiesari - Vicenza