L’incubo: Juve contro Albinoleffe

Persino gli Agnelli non escludono la retrocessione; i tifosi increduli. E c’è la grana dei contratti pubblicitari milionari

Alessandro Parini

da Torino

La Juventus in serie B: mai successo. E se succedesse? Meglio prepararsi, visti i chiari di luna. Pare che anche nella famiglia più potente d’Italia l’ipotesi non venga scartata del tutto e che, in soccorso dei dubbi di John Elkann e Andrea Agnelli - i due cugini che si contenderanno di qui a poco il controllo della società: stra-favorito il primo, dal momento che il secondo era ed è troppo legato alla vecchia gestione e a Giraudo - ci siano pareri di avvocati e principi del foro veri e propri. Però potrebbe succedere davvero che per la prima volta dal 1897, data di fondazione della Juventus, il dramma sportivo vada a compiersi. Per metterla un po’ sul ridere, i tifosi del Toro hanno già immaginato la loro estate ideale: squadra sconfitta ai playoff promozione e poi ripescata in serie A grazie alla retrocessione a tavolino degli odiati “cugini”.
Fermo restando però che il presidente Cairo si augura di non dover trascorrere altri mesi tra tribunali e carte bollate, quello che preoccupa è il futuro della Juventus: Moggi e Giraudo si sono “bruciati” con le loro mani, ma il club dovrà rispondere del loro operato sulla base del principio della responsabilità oggettiva. Per molto meno, negli anni passati c’è chi è finito dritto nella cadetteria: per questo, la Juve trema. Per questo, John Elkann e la Ifil hanno deciso di dare subito un taglio netto con il passato e il presente, dimissionando l’intero Consiglio di amministrazione e sperando così di evitare conseguenze peggiori di una semplice penalizzazione in classifica nel prossimo campionato. E magari qualcuno sarebbe anche felice di vedersi revocato lo scudetto dell’anno scorso, pur di non dovere ripartire dal gradino più basso e affrontare Albino Leffe e Pescara, Crotone e Rimini.
I tifosi, dal canto loro, cominciano a interrogarsi, inquieti. C’è chi si limita a chiedere superficialmente via Internet, sui vari forum, se davvero (come pare) domani sera ci sarà la festa scudetto al Delle Alpi scatenando reazioni varie («dopo tutto quello che sta capitando, c’è pure qualcuno che si preoccupa dell’eventuale giro dell’eventuale pullman?», replica Juventino Godot; «Figurarci se vado in piazza a celebrare. Quest’anno non mi pare proprio il caso», aggiunge Pibe d’Oro), ma c’è anche chi, come Lord Od Destruction, ammette: «Io non ci capisco più niente: falso in bilancio, associazione a delinquere, frode sportiva, sequestro di persona… ma chi se le aspettava tutte queste cose. Possibile che questi pubblici ministeri si stiano inventando tutto? A me pare inverosimile: ma che schifo è?».
Domanda lecita, certo. Sullo sfondo, poi, la possibilità che la caduta in serie B rimetta in gioco tutta una serie di contratti firmati nei mesi scorsi. Non tanto quelli dei giocatori - quasi tutti, nel caso, destinati a lasciare Torino -, quanto di accordi con sponsor e televisioni. Una Juve nella cadetteria, finitaci per decisione della giustizia sportiva, potrebbe ancora farsi pagare le cifre plurimilionarie di cui si è tanto parlato? Tanto per rinfrescarsi la memoria: lo scorso dicembre Mediaset, prima di rivenderli a Sky, aveva acquistato i diritti televisivi (per qualunque piattaforma distributiva) della Juventus relativi alle stagioni 2007-2008 e 2008-2009 alla modica cifra di 108 e 110 milioni di euro, più l’opzione (esercitata) per la stagione 2009-2010 a fronte di un corrispettivo di 30 milioni. E ancora: Sky, fino al 30 giugno 2007 e sulla base di un accordo pre-esistente, è chiamata a versare nelle casse bianconere 94.5 milioni, mentre Tamoil e Nike, rispettivamente l’abbinamento principale che compare sulle maglie e lo sponsor tecnico, dovrebbero pagare fino al 2015 l’uno 24 milioni all’anno e l’altro 13. Con la Juve in B, probabilmente, sarebbero cifre da rivedere.