L’incubo del mostro a Manchester: stuprate 4 bambine

La polizia ha fermato un ragazzino di quattordici anni. La più grande delle vittime ne ha dieci: tutte sono state aggredite mentre giocavano sull’altalena

Eleonora Barbieri

Domenica pomeriggio, una giornata nel parco diventa violenza e terrore. Lo sfondo è Salford, un centro immerso nella più grande cintura di Manchester, nel Nord dell’Inghilterra. Qui, la domenica dopo l’attacco alla capitale inglese, la paura non vuole andare via. Ma questa volta la violenza cade su tre ragazzine e ne coinvolge una quarta. Fra le cinque e le sei e mezzo di sera, nel parco di Mandley, tre bambine vengono stuprate: due hanno otto anni, una ne ha sette. Stavano giocando con una loro amica poco più grande - dieci anni - anche lei è stata aggredita, anche se, a quanto pare, non violentata.
Una vicenda terribile, resa ancora più drammatica dal fatto che il presunto stupratore sarebbe un ragazzo di soli quattordici anni. Il giovane, che abita a Salford come le piccole vittime, è stato arrestato dagli investigatori. Gli uomini della Greater Manchester Police lo hanno interrogato a lungo, per farlo crollare, per avere una confessione.
Gli inquirenti hanno tentato in ogni modo di ottenere informazioni da possibili testimoni e, per il momento, hanno recintato l’area del parco intorno alla quale è avvenuta l’aggressione, per permettere alle autorità giudiziarie di compiere gli accertamenti del caso.
Finora gli investigatori sono stati in grado di circoscrivere l’orario della violenza fra le 5 e le 6.40 di domenica sera; mentre, secondo una prima ricostruzione, lo stupro era avvenuto fra le otto e le nove. Era pieno pomeriggio, quindi, quando le quattro ragazzine sono state assalite dal loro aguzzino. Erano tutte insieme nei giardini di Mandley, il parco che costeggia Leicester road, quando un ragazzo si sarebbe avvicinato. «Stavano giocando su un’altalena - hanno spiegato gli agenti della polizia locale - quando un adolescente si è messo a parlare con loro».
Un giovane poco più grande di loro, ma la cui intenzione non era affatto quella di giocare: ha attirato le quattro bambine in un’area più isolata del parco, probabilmente senza destare sospetti proprio a causa della sua età, così simile a quella delle vittime. Poi, quando si è trovato in un luogo più appartato, le ha minacciate e ha violentato tre di loro, le più piccole, di otto e sette anni; ha poi molestato la quarta ragazzina, la più «grande»: una bimba di soli dieci anni.
«Un ragazzo di quattordici anni - secondo le dichiarazioni della Greater Manchester Police - è stato arrestato con il sospetto di essere l’autore dello stupro». Nel frattempo, le quattro bambine, dopo l’aggressione sono state trasportate in ospedale: i medici del St Mary’s hospital le hanno visitate e hanno messo al loro fianco degli operatori specializzati per trattare casi così delicati dal punto di vista psicologico.
Colpisce l’età delle vittime degli abusi - ma, anche, quella del sospettato. Anche se i casi di minorenni autori di feroci violenze sono sempre più numerosi nel Regno Unito. Solo pochi giorni fa, il 4 luglio scorso, un adolescente di sedici anni è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Londra per aver picchiato e stuprato una insegnante di 28 anni alla Westminster city school for boys della capitale: un’episodio avvenuto nel settembre del 2004, quando il ragazzo aveva ancora quindici anni.
E nel mese di marzo le porte del carcere si sono chiuse dietro le spalle di un altro ragazzino, di soli tredici anni, anche lui accusato di aver violentato la sua insegnante trentenne a Durham, nel Nord-Est del Paese. Ha ascoltato, impassibile, la sua condanna: troppo giovane per poter scontare un ergastolo, rimarrà in galera per almeno due anni. E l’Inghilterra riflette sul destino dei suoi «bad boy», giovani e senza pietà.