L’INDAGINE INTESA SANPAOLO-LUIGI EINAUDI

«Il risparmio delle famiglie italiane resta tra i più alti al mondo, pari a 2.570 miliardi, ovvero il 180% del Pil. Meglio di noi fanno solo Gran Bretagna, a 2.910 miliardi, e Usa, a 2.930 miliardi. Dietro c’è la Francia a 2.010 miliardi, la Germania (1.980) e la Spagna (970)». A mettere in luce questo dato è stato il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Andrea Beltratti, presentando il rapporto realizzato dall’istituto con il centro di ricerca Luigi Einaudi sui risparmi degli italiani. Il contraltare è però la svalutazione cui si va incontro con i chiari di luna della Borsa: solo nel 2011 si sono infatti già persi 18 miliardi. Secondo Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo «il dato è teorico, ma quella sarebbe la perdita rispetto al primo gennaio delle famiglie italiane se ritirassero ora tutte le loro obbligazioni». Se il risparmio storico rimane quindi da record, quello generato nel presente è molto basso. Nel 2010 il 52,8% delle famiglie non è stata in grado di risparmiare nulla, al Mezzogiorno il dato sale al 67,6%. «Non siamo più un popolo di formiche - spiega ancora De Felice - è un campanello d’allarme molto forte legato a una crescita produttiva bassa, cui si legano dinamiche salariali altrettanto basse». Un clima di sfiducia che investe in pieno anche il mercato obbligazionario, percepito come poco sicuro. Tanto che solo il 12,5% degli intervistati ha compravenduto azioni negli ultimi 5 anni (erano tre volte di più nel 2003).