L’India si mobilita per fermare l’asta dei cimeli di Gandhi

Fare presto e fare il possibile perché un pezzo di storia resti all’India e si eviti - come ha detto il pronipote del Mahatma - «una vergogna nazionale». New Delhi si muove perché gli oggetti personali del Mahatma Gandhi, tra cui gli occhialini rotondi di metallo, non vadano all’asta il 4 e 5 marzo a New York (prezzo di partenza 42mila dollari). Il ministro indiano della Cultura ha assicurato che «è stato fatto il possibile», compreso tentare di fermare la figlia di una delle nipoti di Gandhi che ha autorizzato la vendita. Il governo indiano potrebbe anche chiedere alla casa d’aste di togliere gli oggetti dalla vendita oppure a una persona fisica o a una società di acquistarli per poi donarli all’India.