L’indiano Gurtu suona per l’Africa

Ha suonato con Gilberto Gil, Ivano Fossati e Pat Metheny. Ma nel mondo è conosciuto come uno dei migliori percussionisti viventi. Anche se lui stesso ama definire la sua arte in un altro modo. Dicendo che la sua voce è il suo strumento preferito. Stiamo parlando di Trilok Gurtu, percussionista indiano, che stasera suonerà a Brescia sul palco centrale della Festa di radio Onda d’Urto dalle 22 con un concerto dal titolo, «Un tamburo tra India e Africa».
La sua carriera inizia negli anni '70 con il fuoriclasse del free jazz Don Cherry, Ralph Towner con gli Oregon, e il sassofonista Jan Garbarek, per entrare stabilmente nella Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin. Negli anni '90 diventa un imprescindibile riferimento per gli amanti della world music, ma strizza continuamente l'occhio anche al jazz ed al pop, ma anche alla classica. Nel 2004 torna ad essere protagonista con il nuovo «Broken rhythms», il suo ennesimo disco da solista, con ospiti come il chitarrista Gary Moore, l'ensemble italico Arkè String Quartet ed il vocal group sovietico Huun-Huur-Tu.