L’indiscreto Senza alcol ma con la battuta pronta

Sull’attenti come un soldatino guardato a vista dal sergente mentre suonava l’Inno di Mameli. Spigliato e dalla battuta pronta appena si sente al riparo dagli obiettivi. Il dietro le quinte di Gianfranco Fini è ricco di momenti informali quanto povero di zuccheri, carboidrati e proteine. Il presidente della Camera salta pranzo (oltre che la promessa intervista a Primocanale che gli avrebbe persino chiesto di diventare il tutor delle tv private) e in tutta la giornata si concede un bicchierino di Brachetto offerto da Mino Ronzitti in Regione, un caffé e acqua minerale al Galata nell’ufficio di Maria Paola Profumo, e un altro caffè al Centro Italiano per le patologie alcolcorrelate dell’Ospedale San Martino con il professor Gianni Testino. Costa poco ai suoi ospiti, e non ha bisogno di cercare ispirazione in un aperitivo per rispondere con prontezza e umorismo ad ogni affermazione.
Quando Claudio Burlando e Mino Ronzitti, in un incontro assai ristretto, gli fanno notare le continue intemperanze in aula di Gianni Plinio già espulso tre volte, lui, davanti al vecchio amico di tante battaglie sorride: «E lo dite a me? Lo conosco dal ’74 e quando eravamo nella direzione nazionale giovanile dell’Msi mi ha fatto pure un emendamento contro. Ora ve lo godete voi». Un assist per il pierino del Pdl ligure, che a chi gli chiede conto di alcune divergenze dalla nuova linea di Fini, risponde per le rime: «Io sono un finiano di destra», scherza Plinio incontrando l’apprezzamento del leader: «Questa non l’avevo ancora sentita, è come dire a uno che è un dalemiano di sinistra». Di Biasotti si parla anche al riparo dai microfoni. E Fini abbandona l’aplomb ricordando anche l’episodio del Cristo degli Abissi: «Biasotti sulla statua ci ha visto Padre Pio e non si è neppure immerso con me, figurarsi cosa ci avrebbe visto se fosse sceso a San Fruttuoso». I ricordi non sbiadiscono neppure quando il vecchio amico Gughi Casarino lo invita a visitare la sua mostra.
Il presidente della Camera torna serio soprattutto quando c’è da complimentarsi con il professor Testino. La visita al centro di eccellenza era stata sollecitata dal senatore Giorgio Bornacin, ma ha dato la possibilità a Fini di verificare la bontà dell’iniziativa e di promettere la propria adesione, come testimonial della giornata del non bevitore. «Intanto io mangio solo la sera», ha voluto comunque sorridere. Non prima di stringere la mano all’assessore alla Salute Claudio Montaldo, presente al San Martino insieme a Sandro Biasotti, ma anche a Gianni Plinio e Luigi Cola, i vecchi avversari di tante battaglie aspre in consiglio regionale, ma anche pronti a firmare insieme un emendamento per sostenere il centro anti alcol. «Bravi, così si fa», è stata la chiosa di Fini a una giornata che non gli ha evitato di affrontare anche con un sorriso gli impegni istituzionali.