L’indulto accontenta alcune lobby ma non risolve i problemi del carcere

Non ho letto da nessuna parte né sentito alcun commento sulla reale situazione delle carceri italiane, soltanto la vergogna di un indulto che ancora una volta uccide la morale e la consapevolezza per i cittadini onesti di una giustizia vera e non pilotata dai bisogni politici o peggio dalle lobby di potere. Nelle carceri italiane il 33 per cento dei detenuti non è cittadino italiano, come mai nessuno ha pensato di stipulare un accordo con i loro Paesi di origine per far sì che gli stessi vengano rispediti a casa per scontare la pena nelle carceri del loro Paese? I vantaggi sarebbero molteplici: 33 per cento in meno dei carcerati, meno costi per lo Stato italiano, meno problemi organizzativi (per diverse religioni, usi alimentari e quant'altro). Un altro 33 per cento è in attesa di giudizio, costretto alla carcerazione preventiva (che in caso di successiva assoluzione suona come una beffa), mentre si dovrebbe provvedere a ridurre i tempi dei processi (la media oggi è di 10 anni tra i diversi gradi), investendo sull’informatizzazione e sulla qualificazione dei giudici (che sembra si dedichino solo alle inchieste che li portano alla notorietà oppure fanno comodo alla parte politica per la quale sono schierati), aumentando le risorse anche umane (laddove il nuovo Dpe le riduce).