L’indulto apre la cella a quattromila clandestini

Mantovano (An) lancia l’allarme: «Il governo ci dica se è stato predisposto un piano». La Lega: vanno allontanati subito

Emanuela Fontana da Roma Oltre cinquemila detenuti che usciranno dal carcere grazie alla nuova legge sull’indulto sono extracomunitari. Dal ministero dell’Interno non arrivano ancora cifre ufficiali su quanti stranieri presto liberi siano clandestini. Ma a guardare i dati statistici sulla popolazione carceraria, potrebbero essere circa 4mila. L’80% dei detenuti stranieri, infatti, è irregolare e il 32% della popolazione carceraria, ossia un terzo, secondo il dato aggiornato al 2006, è clandestino. Se queste statistiche fossero rispettate, dei 15.470 detenuti in uscita con l’indulto appena varato, di cui 5.393 extracomunitari, almeno 4mila potrebbero essere senza permesso di soggiorno. E dunque da rimpatriare, con il problema, non irrilevante, di dove far alloggiare i clandestini in uscita dal carcere in attesa di espulsione dal momento che i centri di accoglienza temporanea (Cpt) stanno esplodendo. In una interrogazione al ministro dell’Interno Giuliano Amato, il senatore Alfredo Mantovano (An) chiede se è stato predisposto un «piano di prevenzione dal crimine diffuso» e domanda che sia resa nota «la sorte degli extracomunitari clandestini che stanno lasciando il carcere, come il tunisino che è uscito dall’istituto di pena di Miogni. In base alla legge - ricorda Mantovano - vanno sottoposti a decreto di espulsione». Il «silenzio» del Viminale, però, sottolinea l’ex sottosegretario all’Interno, «non consente di capire se, alla stregua della volontà di disapplicare la legge italiana sull’immigrazione Bossi Fini, più volte enunciata da esponenti del governo in carica, ci si disinteresserà della loro posizione, al più consegnando loro una semplice intimazione ad allontanarsi dal territorio nazionale, che certamente non avrà alcun seguito concreto». Secondo i dati del ministero della Giustizia aggiornati al primo semestre del 2006, solo l’1,5% della popolazione carceraria è stata arrestata per reato contro la legge Bossi-Fini, ossia per un fermo a seguito di un decreto di espulsione non rispettato. In realtà, in molti casi la condizione di irregolare dell’immigrato arrestato, per reati contro la persona o contro il patrimonio, si scopre solo dopo il fermo. In un’intervista durante il suo mandato, l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu aveva dichiarato che il «90% della popolazione carceraria extracomunitaria è composta di immigrati clandestini». Un altro dato reso noto dallo stesso Pisanu, e riferito al 2004, coincide con le statistiche sulla possibile percentuale di clandestini rimessi in libertà con l’indulto: «Su circa 611 mila persone complessivamente arrestate o denunciate nel 2004, ben 171.811 erano cittadini extracomunitari, tutti privi di permesso di soggiorno», aveva dichiarato l’ex ministro. La percentuale degli arrestati stranieri sul totale è in continua crescita. Secondo i dati del ministero della Giustizia, il 46% degli ingressi in carcere nei primi sei mesi del 2006 (19.113 persone) sono di cittadini extracomunitari. Per quanto riguarda le aree geografiche, i più numerosi nei penitenziari italiane sono i marocchini (21,5% della popolazione carceraria straniera), seguiti dagli albanesi (15%) e dai tunisini (10,5%). Il reato più diffuso tra quelli contro il patrimonio in riferimento alla popolazione carceraria straniera è il furto, secondo gli ultimi dati disponibili del 2005, seguito dallo spaccio. Nel nord Italia, nel biennio 2003-2004, il 44,7% delle denunce di tentato omicidio volontario ha interessato stranieri, il 43,5% nel caso di omicidio volontario e il 37,5% per la violenza sessuale. Le proporzioni tra italiani ed extracomunitari nelle carceri italiane e tra stranieri e clandestini, sembrano essere molto simili nelle varie case di pena. Dal carcere di Asti-Quarto, spiega il direttore Domenico Minervino, possono beneficiare dell’indulto «un centinaio di detenuti: una settantina sono extracomunitari reclusi per reati di microcriminalità o perché clandestini». L’allarme viene lanciato in Lombardia dalla Lega Nord: «Forse il governo Prodi dimentica - avverte Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale - che quasi la metà dei carcerati è composta da extracomunitari, e la maggior parte di questi non è in regola con il permesso di soggiorno. Condivido la posizione del questore di Milano, che ha proposto di identificare gli immigrati che usciranno di galera e di procedere con l’espulsione immediata di coloro che risulteranno clandestini». Nel carcere milanese di San Vittore una media di un detenuto su tre che lascia le sbarre è straniero, e su venti immigrati che sono stati portati ieri in questura dopo essere stati scarcerati, 18 erano clandestini.