«Dopo l’indulto, meglio non andare in vacanza»

Alessia Marani

«Romani, rinunciate alle vacanze. Piuttosto, restate nella Capitale per presidiare le vostre case». È il provocatorio invito che i poliziotti della Consap, la Confederazione sindacale autonoma di polizia, distribuiranno ai cittadini in un volantinaggio-choc nei prossimi giorni davanti alla Questura di via Genova e di fronte al Viminale. «Con l’approvazione dell’indulto - spiega Palmerino Paniccia, segretario regionale del Lazio - di fatto tornano liberi duemila criminali comuni. Rapinatori e delinquenti abituali che si ritroveranno all’improvviso sbattuti dalle carceri alla strada. Inutile dire che la quasi totalità - continua - sarà di nuovo senza un lavoro, in molti casi anche senza un’abitazione. C’è da chiedersi, dunque, come potranno campare se non tornando a delinquere». È un quadro desolante, sul fronte della sicurezza, quello che delinea Paniccia. «Non sono considerazioni prive di fondamento o semplici allarmismi - aggiunge il dirigente sindacale -. Basta solo ragionare sulle forze che la polizia di Stato a Roma può mettere in campo per trarre le conclusioni». «Dai primi di agosto - si legge nel volantino della Consap - sono tornati in libertà detenuti che, privi di lavoro e denaro, si muoveranno in città a forte rischio per furti in appartamento, scippi e rapine». Vale a dire «compiti aggiuntivi di controllo - continua il documento - per le forze dell’ordine che verranno svolti in regime di riduzione del personale (turn over del 30 per cento per le ferie) con un parco mezzi a dir poco fatiscente».
«La macchina con insegne d’istituto più nuova dell’intero parcoauto della polizia a Roma - denuncia ancora Paniccia - è una Fiat Marea del 2001 e ha già percorso la bellezza di 100mila chilometri. Come si può, senza personale e senza strumenti, pensare di garantire la sicurezza in città? Ecco perché ai romani diciamo: “Se avete a cuore i vostri beni, rinunciate alla vacanza! La polizia farà di tutto per proteggervi ma stavolta sarà dura, anzi durissima”».