L’industria cerca ingegneri in Liguria

Cercasi ingegneri qualificati, offresi posto di lavoro assicurato: potrebbe essere questo l’invito e, insieme, uno degli obiettivi primari dell’iniziativa presentata ieri a Genova, nell’aula magna dell’ex Istituto Arecco, oggi Liceo Leonardo da Vinci, da Finmeccanica e Luiss di Roma, la Libera università internazionale degli studi sociali «Guido Carli». Sono oltre 200 gli studenti dell’ultimo anno di dieci scuole superiori genovesi che hanno partecipato a un incontro di orientamento professionale promosso dall’ateneo che annovera, fra gli ex allievi, prestigiosi esponenti dell’industria, del mondo dell’economia, della comunicazione e delle libere professioni: una vera e propria «classe dirigente» che si è formata con insegnamenti altamente qualificati e un profondo impegno personale, profuso anche tramite una forte motivazione.
Le opportunità della Luiss, università del sistema Confindustria che è presieduta da Luca Cordero di Montezemolo (alla vicepresidenza siede un genovese, Attilio Oliva), sono state illustrate, dopo un’introduzione del direttore generale degli industriali genovesi, Paolo Corradi, da Alessandro Petti, direttore delle Relazioni con le istituzioni e le associazioni, e da Paolo Emilio Mazzoletti, docente di marketing. In particolare, i due esponenti della Luiss, hanno presentato l’offerta formativa dell’ateneo per i tre corsi di laurea - economia, giurisprudenza e scienze politiche -, ai quali si accede attraverso un esame di ammissione che, per gli studenti genovesi, avrà luogo il prossimo 16 aprile, presso il Liceo Cassini. I corsi di laurea richiedono la frequenza a tempo pieno: un impegno notevole che si traduce, però, nel conseguimento della laurea entro i cinque anni - è stato sottolineato con l’occasione -, contro i sette anni di media delle altre università.
È intervenuto infine Francesco Mantovani, responsabile Formazione e sistemi di knowledge management di Finmeccanica, il quale ha illustrato le prospettive che le aziende facenti parte del Gruppo potranno offrire nel prossimo futuro in termini di occupazione, soffermandosi, in particolare, sui profili professionali richiesti. Ed è qui, appunto, che è emersa fra l’altro, ancora una volta, l’esigenza di formare una generazione di ingegneri particolarmente qualificati, in grado di affrontare in maniera adeguata le nuove sfide industriali.