L’industria italiana accelera ancora il passo

Gli analisti cauti: troppo volatili i dati sulle commesse. Per il Pil stime invariate

da Milano

L’industria italiana si avvia a chiudere il 2006 con sintomi incoraggianti sul proprio stato di salute. Dai dati diffusi ieri dall’Istat su fatturato e ordinativi di ottobre, sembra essersi consolidata la tendenza positiva dell’ultimo periodo, pur in presenza del forte apprezzamento dell’euro. Tuttavia, così come era avvenuto di recente con la produzione industriale, i commenti degli analisti sono improntati alla prudenza: gli ordinativi, ricordano, sono soggetti a una forte volatilità; molti settori (a cominciare dall’industria alimentare) non lavorano su commessa; infine, le cifre incorporano la dinamica dei prezzi (quelli alla produzione sono cresciuti in ottobre del 4,9%).
Il bilancio resta comunque positivo, e in linea con i risultati della produzione di ottobre (più 6,5%): i ricavi sono aumentati su base mensile dell’1,2% e a livello tendenziale del 13,4%, mentre gli ordini sono calati rispetto a settembre dello 0,2% e sono aumentati del 10,1% annuo. Resta di rilievo assoluto il contributo offerto dal settore automobilistico, anche se ha rallentato la crescita del fatturato rispetto a settembre (da un più 21% a un più 17,9%), compensata dall’accelerazione degli ordinativi (più 10,1% dopo l’incremento del 7,6% del mese prima). L’auto è inoltre il comparto che meglio testimonia la dinamica positiva della domanda internazionale, con una crescita dei ricavi sul mercato estero del 28,7% e degli ordini del 16,3%. È però l’intero settore industriale a non accusare il peso dell’apprezzamento dell’euro, visto che i ricavi realizzati oltre confine sono saliti del 16,4% e gli ordini del 14,1%.
Nel confronto dei primi dieci mesi del 2006 con lo stesso periodo dell'anno precedente, il giro d’affari dell'industria ha registrato un incremento dell'8,9%, grazie a una crescita del 7,8% sul mercato interno e del 12% su quello estero. Nello stesso periodo si è registrato un aumento tendenziale degli ordinativi dell'11,6%, derivante da una variazione positiva del 10,7% per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e del 13,6% per quelli provenienti dall'estero.
Gli analisti restano tuttavia cauti, e non modificano le stime relative all’espansione del Pil nel quarto trimestre, collocate tra un più 0,1-0,3%, e quelle per l’intero 2006 (più 1,7-1,8%). «Potrebbe essere un segnale incoraggiante - afferma Lucia Lorenzoni, analista di Mps Finance - il segno di una stabilizzazione dell'economia. Tuttavia i dati sugli ordinativi sono spesso volatili. Ci sono per esempio dei settori in cui i macchinari e parti di macchinari non vengono cambiati in maniera costante nell'arco dell'anno, per cui gli ordini dei beni durevoli mutano considerevolmente da periodo a periodo». Stessa tesi di Paolo Guida (San Paolo-Imi): «Anche la produzione industriale è influenzata dalla stagionalità: basta un giorno lavorativo in più per portare aumenti consistenti tra un mese e l'altro. Tuttavia, per gli ordinativi queste oscillazioni sono più significative, dato che non tutti i settori lavorano su commesse».