Per l’industria «piano verde insostenibile»

Una strategia comune dell'Unione europea sull'energia implica che gli Stati membri accettino di delegare le loro politiche nazionali, come fatto in materia di commercio internazionale. È quanto hanno sottolineato il presidente dell'Unice, la Confindustria europea, Ernest-Antoine Seillière, nel corso di una conferenza stampa in cui ha commentato le proposte della Commissione europea in materia di energia. Sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2020 l'Unice ha sottolineato come questi siano «insostenibili» per l'industria europea qualora quest'ultima fosse l'unica ad impegnarsi a combattere il cambiamento climatico. In merito alla proposta di riduzione delle emissioni di Co2, «per l'Unice è essenziale che questo approccio non sia un pretesto per mettere in atto una riduzione unilaterale europea delle emissioni in modo rapido e facile». Infatti si tratterebbe di una situazione «inaccettabile», poiché «fino a quando il resto del mondo non seguirà l'esempio dell'Europa, questi obiettivi possono mettere a repentaglio il futuro dell'industria Ue».