L’infanzia dura, la fuga a Milano, la scrittura

Goffredo Parise nacque a Vicenza nel 1929. Visse con il nonno e la madre Wanda Betoli un’infanzia segnata da difficoltà economiche e da una sorta di forzato isolamento anche a causa della sua condizione di figlio “illegittimo”, giacché il padre era un medico veneto che aveva sedotto e abbandonato la madre incinta.
In seguito la donna nel 1937 sposò Osvaldo Parise, direttore di un quotidiano locale, che qualche anno dopo diede il suo nome a Goffredo. Alcuni anni dopo la famiglia si trasferì a Venezia e proprio nella città lagunare, nel 1951, Neri Pozza pubblicò il primo romanzo dell’autore, Il ragazzo morto e le comete, cui seguì, nel 1953, La grande vacanza. Goffredo Parise andò poi a Milano per lavorare con la casa editrice Garzanti dove pubblicò, nel 1954, Il prete bello, accolto con molte perplessità dalla critica, ma destinato a rimanere anche negli anni successivi uno dei libri più venduti del dopoguerra. Nel 1955 Parise cominciò a lavorare per il Corriere della Sera. Negli anni Sessanta, all’attività di scrittore si affiancò quella di sceneggiatore.
I racconti di Sillabario n.1 e n.2 sono rispettivamente del 1972 e del 1982: si tratta dei suoi capolavori in cui l’autore dedica, a ciascun sentimento umano, un breve racconto. Parise morì a Treviso il 31 agosto 1986.

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