L’inflazione non dà tregua, record dal ’96

Rallentano solo i carburanti, ma resta il caro-vacanze

da Milano

Non c’è guerra sulle tariffe elettriche per il mercato consumer (ossia domestico) dell’energia. Se esiste un mercato libero che si contrappone alla bolletta del cosiddetto «mercato di maggior tutela», quello cioè regolato dall’Authority che prevede multe e rimborsi se un cliente resta al buio e tempi di intervento stabiliti per i guasti, le offerte tra i diversi gestori sono fiacche. Insomma a un anno dalla liberalizzazione, solo poco più di 2 milioni di clienti sono passati al mercato libero su 37 milioni. Non è certo un successo, ma vedendo le offerte si capisce bene il motivo. Ovviamente le maggiori spinte alla liberalizzazione vengono da società più piccole come Mpe Energia (che vede tra i soci la tedesca E.On) che ha lanciato da poco le sue carte ricaricabili in tre tagli comprensive di tutte le voci della bolletta tranne Iva e accise (che pesano per circa il 20%).
Per 3mila kW si pagano 690 euro, per 4.500 kW 990 e per 6.000 kW 1.290. Se si versa tutto subito ci sarà un ulteriore (piccolo) sconto. Forse le offerte ricaricabili daranno una «scossa» al mercato e probabilmente i prezzi scenderanno rispetto a questa prima (e prudente) offerta di Mpe. Per contro, alcuni giganti del settore, come Eni Gas&Power ed Enel Energia, si limitano a promettere un prezzo fisso, ma solo per alcune voci della cosiddetta quota energia, per un periodo di due anni. Il risultato, partendo a esempio dal prezzo fissato da Enel Energia che è di 0,093 euro al kW, è quello di arrivare aggiungendo le quote del dispacciamento, perdite e trasporto a oltre 0,18 euro a kW. Quindi l’offerta libera (al momento) costa più di quella sul mercato regolamentato dato che a quella somma si devono aggiungere una infinita serie di altri oneri, accise e Iva (naturalmente). Enel, però, ritiene che in autunno arriveranno nuovi rincari e quindi chi sceglierà questa formula alla fine risparmierà. Quello stimato dalla società, per una utenza di 3 kW con consumo di 2mila e 700 kW l’anno, dovrebbe essere intorno ai 23 euro annui. Una cifra non certamente elevata. E lo stesso vale per Eni che, accanto all’offerta a prezzo bloccato per due anni, leggermente superiore a quella di Enel (0,10 euro a kW), ne ha un’altra che promette un risparmio del 4,17%, ma solo sul corrispettivo energia. Anche in questo caso la convenienza è davvero minima: solo 25 euro su un consumo di 5mila kW l’anno. Ovviamente anche le municipalizzate, come A2A a Milano, per esempio, offrono energia sul libero mercato a condizioni simili a quelle sopra descritte (0,098 euro al kW), e dunque ancora poco convenienti per l’utente finale.
A questo punto si può forse pensare di passare al fotovoltaico: con un investimento di 20mila euro in pannelli solari si producono un po’ più di 3mila kW l’anno. Ma il tempo di ammortamento è alto, circa 8 anni su 20 di vita dell’impianto.