L’inflazione senza freni brucia nuovi record

A luglio i prezzi sono cresciuti del 4,1% annuo, mai così alti dal ’96.
Ma la spesa quotidiana sale del 6,1%: gasolio (31,4%), pasta (24,7%),
benzina (13,1%) e pane (12,9%) i maggiori responsabili dei rincari

Milano - È il colpo dei soliti noti. Sono ancora i prodotti alimentari e i carburanti i maggiori responsabili del picco raggiunto nel mese di luglio dall’inflazione, il maggiore dal giugno 1996. Segno di un quadro economico rimasto sostanzialmente immutato rispetto a giugno, e destinato a cambiare in meglio solo se proseguirà il robusto deprezzamento accusato dai prezzi del petrolio nelle ultime due settimane. Per il momento, la crescita dei prezzi rispetto a un anno fa si misura in un 4,1% (0,5% rispetto a giugno), valore con cui ieri l’Istat ha confermato la stima preliminare diffusa nei giorni scorsi. È la seconda doccia fredda in pochi giorni, dopo la frenata del Pil del secondo trimestre (meno 0,3%), una spia d’allarme accesa non priva di conseguenze per le abitudini degli italiani. Pane e pasta, per esempio, da sempre due pilastri della dieta mediterranea, sono anche i comparti più surriscaldati all’interno del capitolo di spesa dei generi alimentari. Il più 6,3% di aumento medio impallidisce se messo a confronto con il più 12,9% di sfilatini e baguette o con il più 24,7% registrato da spaghetti e bucatini. E anche il latte, rispetto a un anno fa, ha segnato un più 11,1 per cento. I prezzi della cosiddetta «spesa quotidiana» (i prodotti acquistati frequentemente) sono saliti del 6,1 per cento. Si tratta di rincari fronteggiati da una parte degli italiani in un solo modo: con la riduzione degli acquisti. La Coldiretti, nel rilevare una preoccupante stasi dei volumi di prodotti agroalimentari acquistati nel primo semestre 2008, segnala infatti che le categorie più colpite sono gli anziani, soli o in coppia, e le famiglie numerose. Una tendenza confermata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, secondo la quale il 60% delle famiglie ha tagliato i consumi alimentari e cambiato le abitudini a tavola. Note ancora più dolenti arrivano però dal settore carburanti, dove il ritocco dei listini rispetto al luglio 2007 è stato del 17 per cento. La portata dei rincari è avvertita soprattutto dagli automobilisti con una vettura alimentata a gasolio (più 31,4%), ma anche il pieno di benzina (più 13,1%) non è indolore per il portafoglio. A questi aumenti vanno inoltre aggiunti quelli che riguardano le tariffe elettriche, cresciute del 13%, e del gas (più 12,8%). L’economista Alberto Clò, alla guida del Rie, prevede che in ottobre le bollette saranno più salate nell’ordine del 6% per il metano e del 4% per l’elettricità. Cifre alla mano, ciò significa che per il gas, una famiglia media pagherà 70 euro l’anno in più e circa 20 euro in più per la luce. Vale a dire un rincaro di circa 100 euro l’anno. Gli italiani in vacanza a luglio hanno intanto sperimentato il caro-spiaggia, con gli stabilimenti balneari più cari dell’8% rispetto a un anno prima, e si sono trovati a fare i conti con aumenti dei trasporti aerei dell’11,7% e di quelli ferroviari e marittimi, rispettivamente, dell’8,3% e dell’8,1 per cento. Preoccupate le associazioni dei consumatori: «Ci attende un settembre nero», ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Secondo Adusbef e Federconsumatori l’aumento si tramuterà in un salasso di 2.182 euro l’anno a famiglia.