L’influenza manda ko i progetti del Barça

IRONICO Pep Guardiola la prende con filosofia: «Ci alleniamo e giochiamo con la mascherina»

Barcellona L’influenza A ha bussato questo fine settimana anche al Camp Nou, lasciando a letto tre giocatori in un momento chiave per i già provati blaugrana di Pep Guardiola, che se la dovranno vedere nientemeno che con l’Inter martedì e con il Real Madrid la domenica successiva. Il primo a cadere febbricitante venerdì sotto i colpi del virus H1N1 è stato il difensore Enric Abidal. Al Camp Nou sono suonati subito tutti i campanelli d’allarme e si è attivato il protocollo per isolare il giocatore ed impedire che l’influenza A si diffondesse nella squadra. Ma era troppo tardi. Poche ore dopo il club ha confermato che anche Tourè Yaya soffriva dei tipici sintomi influenzali della «A».
Ma non era finita lì. Ieri pomeriggio anche il messicano Rafael Márquez è rimasto a letto a Barcellona invece di prendere parte alla partita contro l’insidioso Athletic Bilbao perché sofferente di febbre e dolori generalizzati. Il club non ha ancora confermato però se si tratti di H1N1 o di una normale influenza. La notizia dei tre ammalati è arrivata ad un Guardiola già preoccupato per i vari infortuni che accumula la squadra in un momento di massima attività. Pep sapeva già di non poter contare su Abidal e, soprattutto, sulla stella svedese Ibrahimovic contro l’Athletic. Dalla partita Francia-Irlanda era tornato risentito (forse anche per quella main de dieu) anche Thierry Henry, che però ieri si è dovuto rimboccare le maniche e dare una mano alla squadra. Il risultato è stato un deludente 1-1 che ha permesso al Real il sorpasso in classifica, proprio alla vigilia del «Superclasico».
Vista la situazione, Pep ha spronato i suoi: «Non voglio scuse né piagnucolii» ha detto il catalano, riferendosi tanto ai malati di influenza come all’assenza di Ibra contro i baschi e, probabilmente, contro Inter e Real. Pep sa infatti che il Barça si gioca una parte importante della stagione proprio nel prossimo mese. I blaugrana hanno davanti a loro 20mila chilometri di spostamenti ed una media di una partita ogni tre giorni. E che partite.
Quella di Champions martedì sera contro l’Inter è una delle più importanti. «È un cattivo momento perché succedano cose come queste» ha infatti detto Guardiola. Nonostante la pressione, l'allenatore è riuscito però anche a trovare il tempo per una battuta sull'influenza A: «Ci siamo allenati e giocheremo con la mascherina».
Battute a parte, il mister sembra però essere preoccupato soprattutto per Ibrahimovic, che potrebbe essere chiave nello scontro contro la sua ex Inter. Secondo El Mundo deportivo, il meticoloso allenatore dei catalani si è infuriato anche sul modo in cui Ibra si è infortunato di nuovo: tirando in porta mentre non si era ancora rimesso dall’infortunio alla coscia sinistra, sofferto lo scorso 7 novembre.
Ieri Pep ha stemperato: «Non sono arrabbiato, Ibra ha fatto quel che doveva fare: tirare in porta». Chissà se ci sarà anche martedì per provarci contro i suoi ex compagni.