L’informatica traina la ripresa

(...) e il direttore Paolo Corradi, i segnali positivi ci sono, anche se non si devono enfatizzare: l’economia genovese presenta un trend positivo, con un fatturato in crescita del 7,1 per cento nel mercato interno e del 3,5% per quanto riguarda l'estero. Segnali favorevoli anche per il secondo semestre, con una previsione di aumento del fatturato dell'8,4 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2006, e una crescita dell’occupazione dello 0,3. «Traina la ripresa, in particolare, l'industria manifatturiera - rileva Bisagno - e sono in significativo recupero i settori dei servizi. In flessione, invece, tessile, edilizia e turismo». Rispetto all’ambito nazionale, balza agli occhi la performance dell’informatica: la percentuale a Genova è dell'8,4 per cento, più del doppio del dato nazionale. «Gli effetti della ripresa - aggiunge Corradi, sempre molto documentato, e prudente nel trarre conclusioni - tardano a farsi sentire nella micro impresa, mentre le piccole imprese dotate di maggiore struttura hanno registrato una migliore performance». Discrete considerazioni anche relativamente ai posti di lavoro: complessivamente, gli occupati in organico sono aumentati dell'1,5 per cento.
Cresce, inoltre, in maniera consistente - anche in rapporto al quadro generale dell’economia - la parte relativa agli ampliamenti di strutture e spazi aziendali: 83 per cento in più rispetto al 54 del semestre precedente. «Altrettanto positivo, per un sensibile miglioramento della domanda interna - spiega il presidente degli industriali genovesi -, è l'andamento del comparto alimentare, mentre indici di crescita meno alti, ma più equilibrati tra mercato domestico e internazionale, caratterizzano chimica e farmaceutica. Resta ancora insoddisfacente, invece - «qualcosa va rivisto», commenta Bisagno - l'andamento dei traffici portuali, rispetto alle potenzialità dello scalo. E qui parte il grido d’allarme degli industriali: il porto di Civitavecchia potrebbe sottrarre a Genova il primato della movimentazione dei contenitori. «È stato lo stesso commissario dello scalo laziale a prospettare questo scenario - insiste Bisagno, reduce da una visita in loco per il varo della Costa Concordia -. E non si fa fatica a credergli. Civitavecchia è un porto in forte crescita. La capacità di investimenti è sotto gli occhi di tutti. Un po’ di paura noi genovesi dobbiamo averla. Genova purtroppo - conclude Bisagno - è una città con un porto ma non è ancora una città portuale. Vede lo scalo come un nemico, mentre una città portuale vive con il porto e per il porto».